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La Prima categoria guarda al 2021 per tornare in campo «Servono norme chiare»

Nicolò Rinaldi
La Prima categoria guarda al 2021 per tornare in campo «Servono norme chiare»

Le società concordi: si giocherà solo quando si potrà farlo senza rischi per la salute Fiducia nel protocollo ma si chiedono aggiustamenti

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Reggio Emilia

In attesa delle ulteriori novità che potrebbero arrivare dal Dpcm in uscita, anche il calcio di Prima Categoria si interroga sul proprio futuro.

Nonostante il momento difficile, Ivan Zanichelli non rinuncia a mantenere il proprio ottimismo: «Lasciamo fare a chi ne sa più di noi - afferma il presidente degli Original Bhoys - Quindi, attendiamo le decisioni che deriveranno dalle autorità civili e sportive: ci faremo trovare pronti a qualsiasi scenario. Se nelle prossime settimane riusciremo a contenere la curva del contagio, sono certo che si potrà tornare a calcare il rettangolo verde in tempi non lunghi. Una ripresa a gennaio può senza dubbio rappresentare un orizzonte plausibile. Per il futuro, mi auguro inoltre che arrivino dei tamponi più rapidi rispetto a quelli attuali: sarebbe un grande aiuto per rinforzare l’attuale protocollo sanitario».

Matteo Bimbi non crede in una ripartenza a fine mese: «È bene che il calcio dilettantistico faccia un doloroso ma necessario passo indietro, perché adesso bisogna mettere al centro la salute - osserva il ds dell’Atletico Montagna - La mia speranza sta nel poter ricominciare il campionato con i primi del 2021, seguendo le norme sanitarie stilate a inizio stagione: peraltro, si tratta di un protocollo che nella nostra realtà stava portando buoni risultati. Noi abbiamo effettuato i test prima di cominciare l’annata agonistica. Sarebbe ottimo riuscire a farli più spesso, ma in questo caso servirebbero aiuti: purtroppo, credo infatti che nessun club dilettantistico si possa permettere i costi di tanti tamponi effettuati a ritmo settimanale».

Il Casalgrande pone quindi l’accento sulla chiarezza delle norme: «La nostra attività è sospesa da ormai 9 giorni, sia per la Prima squadra sia in ambito giovanile - evidenzia il presidente rossoblù Guido Campioli - Purtroppo, le regole riportate nel decreto del 24 ottobre sono tutt’altro che chiare: inoltre, le tante interpretazioni che si sono susseguite hanno avuto il solo effetto di complicare il quadro. Di conseguenza, auspico che il prossimo Dpcm contenga norme chiare in merito ad allenamenti e partite - rimarca Campioli - In caso contrario, noi continueremo a restare bloccati: tra l’altro le responsabilità sono tutte del presidente e dunque non posso certo rischiare, né in ambito sanitario né a livello legale».

Il Reggiolo chiede regole limpide anche alle istituzioni sportive: «Da noi gli allenamenti individuali con distanziamento stanno continuando a livello giovanile, in primo luogo per dare un servizio alle famiglie - sottolinea il ds biancorosso Antonio Muto - D’altro canto si tratta di attività inutili per la Prima squadra, così come per la formazione Juniores: quindi ora siamo completamente fermi con entrambi gli organici, e credo proprio che l’agenda delle gare ufficiali potrà rimettersi in moto solo nel 2021. In questa prospettiva, la Figc dovrebbe ridisegnare le norme che determinano la sospensione delle partite - conclude il direttore Muto - La questione dei rinvii causa contagio Covid è stata lasciata troppo alla discrezionalità dei singoli club, e ciò non deve più succedere». —



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