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«Preparazione ancora in alto mare ma puntiamo a iniziare le gare a febbraio»

aldo spadoni
«Preparazione ancora in alto mare ma puntiamo a iniziare le gare a febbraio»

Ciclismo, fra mille difficoltà il direttore sportivo Roberto Reverberi sta lavorando alla nuova stagione agonistica della Bardiani Csf Faizanè 

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l’intervista

aldo spadoni

La Bardiani Csf Faizanè ha terminato con il Giro d’Italia l'annata ciclistica 2020, una stagione che a causa dell'epidemia da Covid-19 ha concentrato il calendario dal primo agosto, giorno delle “Strade Bianche” a Siena alla scorsa settimana con la conclusione a Milano della Corsa Rosa. Il direttore sportivo Roberto Reverberi descrive quale sarà la programmazione per il 2021 e quali le difficoltà sinora incontrate.

Quando inizierete la preparazione e secondo i piani quando dovreste iniziare la stagione agonistica 2021?

«Per ciò che concerne la preparazione tutto è ancora in alto mare, ora ci stiamo organizzando per stilare il nostro nuovo calendario gare, dovremmo iniziare a fine febbraio, ma tutto dipenderà dalla situazione legata all'attuale pandemia. Abbiamo previsto la consegna del nuovo materiale agli atleti a metà di dicembre, così anche per le visite mediche, mentre per ciò che concerne la presentazione sicuramente visti i protocolli non si farà».

Economicamente una società come la vostra ha avuto perdite dovute al Covid19?

«Non abbiamo avuto perdite importanti, nel senso che per tre mesi abbiamo usufruito della cassa integrazione anche se a dire la verità ad oggi non è arrivato nulla; i nostri sponsor ci sono sempre stati vicino e questo certamente è un vantaggio per non mandare in crisi una società».

Con gli sponsor avrete sopperito ai mancati introiti. Ma sicuramente le spese, quest’anno hanno pesato. Non è così?

«È sotto gli occhi di tutti: abbiamo avuto tantissime spese in più rispetto agli altri anni, dal ritiro fatto a luglio in altura per riprendere la forma fisica in vista della ripresa dell'attività agonistica oltre al costo dei tamponi e di tutto il materiale per sanificare quotidianamente il materiale, dalle biciclette, al vestiario, alle ammiraglie e al bus sociale. Poi, sicuramente a noi è andata meglio che ad altre società».

In che senso?

«Questa situazione ha sicuramente danneggiato di più le squadre World Tour dove ci sono sponsor che spendono cifre importanti e magari lavorano nel settore turistico dove i danni economici sono stati rilevanti a differenza nostra, che siamo riusciti a contenere le perdite e ora possiamo programmare la stagione dal momento che, cosa vitale per noi, possiamo contare sugli sponsor per le prossime due stagioni».

La Bardiani è reduce da un Giro d’Italia in cui ha mostrato le qualità dei suoi giovani, ma in queste settimane siete stati molto attivi anche sul mercato, ingaggiando corridori esperti e vincenti...

«L’idea è quella di creare il giusto mix tra emergenti e atleti navigati».

Ci racconta come è stata allestita quella ormai famosa "bolla" per proteggere le squadre dal pericolo Covid?

«La “bolla” allestita dagli organizzatori consisteva che ad esempio negli alberghi al massino vi erano due squadre a differenza di altre stagioni, ma si deve anche dire che c'era pochissima gente alloggiata al di fuori del Giro d'Italia e quindi il distanziamento era assicurato. Tutti coloro che facevano parte dello staff avevano fatto il tampone, era altresì stata data disposizione a tutti di non avere contatti con persone esterne come procuratori, mogli, fidanzate, parenti ed amici, cosa che nelle precedenti stagioni era considerata una normalità. “In pratica siamo stati isolati per 25 giorni senza mai vedere nessuno, se non da lontano, in occasione delle partenze. I ragazzi andavano alla firma del foglio partenza con la mascherina, noi direttori sportivi restavamo in zona protetta fino al momento di salire in auto». —

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