Tra le carte difensive della Reggiana anche le prescrizioni dell’Ausl
Massimo Sesena / REGGIO EMILIA
Al pari del Napoli nella querelle con la Juventus, anche la Reggiana potrebbe essere in grado di esibire il parere di una Ausl, anzi della Ausl di Reggio Emilia, a sostegno della sua decisione di non scendere in campo a Salerno.
Di fatto, nel “fascicolo” che la Reggiana ha inoltrato alla procura federale in vista del pronunciamento - previsto per oggi - del giudice sportivo, chiamato a decidere sulla partita Salernitana-Reggiana c’è anche questo documento, uno scambio di Pec tra la Reggiana, in particolare tra la responsabile dello staff medico granata, Monica Celi e il Servizio di Igiene pubblica dell’Ausl di Reggio.
È - quello tra la Reggiana e l’Ausl - un filo che viene riannodato in ottobre , ma che esisteva già da marzo, quando alla vigilia della sospensione dei campionati, la Reggiana comunica all’Ausl che tra i suoi giocatori c’è un positivo. È Alessandro Favalli che rientrerà nei ranghi soltanto alla ripresa dei campionati.
Poi, passato il lockdown la Reggiana conquista la B, invero senza nemmeno festeggiare, perché il virus è ancora in agguato e gli stadi sono necessariamente senza pubblico. I primi contagi in casa granata risalgono al 18 ottobre.
Qualche giorno prima, due granata, Cerofolini e Muratore erano stati chiamati a far parte della nazionale Under 21. Una convocazione dettata dall’emergenza: nelle file degli azzurrini è infatti scoppiato un focolaio di Covid. Un focolaio che, evidentemente fa ancora danni, se è vero che Muratore è tra i primi a risultare positivo al tampone. Presentando la partita tra Reggiana e Chievo, mister Alvini aveva sorpreso tutti con una sorta di presagio: “Speriamo solo di non doverci fermare tutti di nuovo” aveva detto. Accadrà dopo Ascoli, più che una trasferta una via crucis per Kargbo e compagni, in campo senza il mister, andato ad ingrossar le fila dei positivi. Il 24 ottobre la Reggiana deve giocare con il Cittadella, ma i positivi sono troppi e la società decide di giocare l’unico jolly a disposizione. La partita viene rinviata, ma la situazione anziché migliorare peggiora: alla vigilia della partenza per Salerno, i positivi alla Reggiana sono 29. Tra i giocatori, 22 su 28. La Reggiana comunica la situazione all’autorità sanitaria territoriale, il servizio igiene pubblica dell’Ausl. Che stavolta non si limita - come aveva fatto nei giorni precedenti - a prendere atto della situazione, ma con una mail risponde alla Reggiana - che nel frattempo ha già messo tutti i positivi in solamento fiduciario - indicando nella prosecuzione della quarantena la strada da seguire.
Non si tratta di una vera e propria prescrizione, del resto il caso Juve-Napoli è lì a dimostrare che non c’è autorità che tenga di fronte al mondo a sè del calcio professionistico. Oggi sapremo cosa deciderà il giudice sportivo. Dalla Reggiana filtra che la procura federale avrebbe definito “ineccepibile” il comportamento tenuto dai granata. Quelli che sono rimasti a Reggio Emilia. —
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