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l’appello 

Lele Adani: «I calciatori di A donino il 5% ai dilettanti»

N.V.

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REGGIO EMILIA

Sarà per il legame con la squadra del suo paese d’origine, la Sammartinese, con cui ha iniziato e terminato la sua carriera; sarà anche per la sua costante attenzione al calcio di base, manifestata a più riprese attraverso slogan e video d’incitamento.

Fatto sta che Daniele Adani, ex giocatore tra le altre di Fiorentina, Inter e Brescia, chiama ora a raccolta i giocatori di serie A per un nobile gesto: devolvere una piccola parte del loro stipendio al mondo del calcio dilettantistico, in grossa difficoltà per il perdurare della crisi economica dovuta alla pandemia.

«Questo settore fa registrare oltre 1 milione e 45.000 tesserati tra prime squadre e settori giovanili- ha detto Adani durante una diretta social con l’amico Bobo Vieri- ma con la chiusura delle aziende che fanno da sponsor ed i mancati sostenimenti di governo e federazioni rischia di morire. Si tratta di nostri colleghi, che semplicemente non sono riusciti ad arrivare in alto ma che nonostante le otto ore di lavoro non rinunciano a divertirsi. Che siano i calciatori allora a tendere la mano, tassando il 5% del loro stipendio a favore delle realtà dilettantistiche. A certi livelli non è una cifra che fa la differenza, ma per molti possono rappresentare risorse fondamentali. Aiutando i dilettanti i giocatori aiutano poi anche loro stessi, perché tutti sono partiti dalla squadra del paese d’origine e spesso vi ritornano una volta appese le scarpe al chiodo come selezionatori o aprendo accademie». E nella diretta, a Vieri che gli chiedeva se questo non fosse un tema da sottoporre al Coni, Adani rispondeva così: «I piani alti” hanno altri interessi e altri problemi da risolvere, l’aiuto immediato e concreto deve venire dai calciatori i quali così possono andare a sostenere il loro territorio di origine che li ha allevati e allenati all'inizio della loro carriera».

Un messaggio - quello di Adani - che ha ricevuto in queste ore l’approvazione di molti dirigenti. «Bisogna fare questo gesto col sorriso: la serie A va avanti nonostante tutto perché è la quarta azienda del paese, ma molti bambini non si iscrivono più alle scuole calcio. È arrivato il momento di un gesto forte: questo provvedimento deve essere obbligatorio nei contratti dei prossimi anni- ha concluso Lele Adani- perché non possiamo abbandonare quel movimento”.

E un plauso all’appello di Adani arriva dal Csi di Reggio.
«Il Csi di Reggio - si legge in una nota dell’ente di promozione sportiva - che al suo interno annovera 43 società sportive calcistiche che fanno giocare la bellezza di più di 5.000 bambine e bambini in diversi campionati (oltre a tutto il settore giovanile e open), guarda con grande ammirazione e sostiene la proposta di Daniele Adani e ha già contribuito all'inizio di questa delicata stagione sportiva restituendo alle società sportive 76000 euro di quote arbitrali già versate, applicando uno sconto ai campionati open e soprattutto azzerando completamente la quota di iscrizione a tutti i campionati giovanili. Tutti questi sforzi economici - continua la nota del Csi reggiano - rischiano però di essere vanificati da questa situazione a dir poco disastrosa e solo se si mettono in campo soluzioni concrete e immediate come quella proposta da Adani si può intravedere una speranza per lo sport di base. La speranza è che l'appello del nostro conterraneo possa essere sempre più condivisa, sostenuta e in definitiva attuata dalla società professionistiche di tutti gli sport, non solo il calcio». —

N.V.

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