Dudù Costa insegnerà tecnica ai bimbi della Virtus Mandrio
l’intervista
Da funambolo del calcio a cinque a maestro di tecnica per i piccoli calciatori. Il 33enne brasilianoEduardo "Dudu" Costa è uno dei nuovi istruttori della scuola calcio della Virtus Mandrio, arrivato in Italia a 19 anni ha vestito per ben 11 stagioni nelle fila della Reggiana calcio a 5 trasformatasi poi in Fratelli Bari e Kaos. Il miglior giocatore che il panorama calcettistico reggiano ha visto calcare il parquet del PalaBigi, Costa ha militato anche in Napoli, Lecco, Petrarca Padova ed ora nel Modena-Cavezzo Futsal.
Come mai la scelta di allenare i bimbi del Mandrio?
«Ho accettato questa nuova avventura alla Virtus Mandrio, per proseguire il lavoro svolto nei ultimi anni a Padova dove facevo l'istruttore della scuola calcio. Lavorare con i bambini per me sia una passione sia il modo per restare nell’ambiente anche quando smetterò di giocare».
E perché proprio la Virtus Mandrio?
«Sono arrivato a Mandrio, contattato da Marco Gazzini un grande amico e ex dirigente della vecchia Reggiana calcio a 5».
In questa stagione gioca nel Modena-Cavezzo, cosa l'ha spinta a questa scelta?
«Ho scelto il Modena-Cavezzo Futsal perché si è dimostrata una grande società sin dai primi contatti, sono certo di aver fatto la scelta giusta e sono orgoglioso di fare parte di questo ambiente, la serietà, il rispetto e l'a ammirazione verso di me e la mia famiglia è qualcosa di molto speciale».
La Reggiana calcio a 5 non c’è più. Al suo posto c’è l'Olimpia Regium...
«L'Olimpia Regium è una società che rispetto, conosco tante persone ed ho giocato con tanti giocatori che nel mio passaggio a Reggio Emilia erano ragazzini e oggi sono giocatori affermati e sono molto felice di vedere la loro crescita».
Cosa la lega ancora tanto alla nostra città?
«Reggio Emilia è stata una bellissima pagina della mia vita, sarò sempre legato e grato a questa città che mi ha accolto in Italia quando ero ancora un ragazzino e mi ha visto andare via che ero già un uomo maturo, che mi ha visto sposarmi, avere la mia prima figlia e costruire proprio lì una famiglia e, come dimenticarlo, che mi ha aperto le porte per la mia carriera sportiva, ho passato 11 anni bellissimi». —
A.S.
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