L’incognita Covid «Tempi di recupero e rischio infortuni»
Il preparatore Morelli: «Chi ha avuto sintomi impiegherà tempo per tornare al 100%»
L’INTERVISTA
Marco Bertolini
In casa granata, dopo il comunicato di lunedì in cui si certifica la negativizzazione di alcuni atleti, è tempo di iniziare a pensare al ritorno agli allenamenti in vista dei prossimi impegni di campionato, a partire da quello più vicino di domenica prossima con il Venezia dell’ex Paolo Zanetti.
Una ripresa della preparazione che non nasconde qualche incognita, come spiega David Morelli, coordinatore atletico della federazione Italiana di Triathlon e preparatore di Mirco Maestri, ciclista luzzarese della Bardiani CSF.
L’esperienza di questi mesi che cosa ci ha insegnato sul recupero degli atleti che sono stati contagiati?
«Nel caso del Covid, purtroppo, ci troviamo di fronte a qualcosa su cui non abbiamo affatto delle certezze. Non esiste alcuna storicità sul medio lungo periodo per atleti che ritornano dopo questa infezione. Un calciatore asintomatico non dovrebbe avere alcun problema nel ritorno immediato agli allenamenti, mentre per chi ha avuto sintomi, sebbene lievi, potrebbe essere più lungo il ritorno ad una condizione fisica che possiamo considerare ottimale».
Per molti atleti della Reggiana saranno almeno 14 i giorni di pausa, come deve essere impostata la ripresa dell’attività fisica?
«Il ritorno agli allenamenti è un po’ come prendere il sole dopo molto tempo. Dev’essere una cosa graduale. Bisogna tenere in considerazione che un atleta perde in 7-10 giorni di inattività il 10% di capacità aerobica e ne servono altrettanti per ritornare al livello precedente allo stop. Per un atleta professionista è un valore molto importante. Diventa quindi fondamentale fare un “richiamo” di preparazione, prima di concentrarsi su esercizi più specifici. Fortunatamente i ragazzi vengono da un’ottima preparazione estiva, ma come ogni tipo di ripresa atletica deve essere fatta con estrema gradualità per non esporre i calciatori ad altri tipi di infortuni. Sarà in ogni caso una fase delicata da gestire».
Cosa può fare un calciatore durante l’isolamento forzato per mantenersi allenato il più possibile?
«Per quanto ne sappiamo un calciatore, come qualsiasi altro atleta, se ha sintomi deve osservare riposo assoluto. Se non è in forma grave, il Coronavirus è paragonabile ad una forte influenza, ed impedisce dunque qualsiasi tipo di allenamento. Per gli asintomatici il discorso è diverso. Anche se confinati in casa possono allenarsi effettuando esercizi a corpo libero, con o senza pesi, stretching, esercizi specifici per la mobilità articolare oltre che qualche seduta con elettrostimolatore per mantenere il tono muscolare».
Il Covid ha purtroppo colpito molto duramente la rosa di mister Massimiliano Alvini, possono esserci degli strascichi per il prosieguo della stagione?
«Credo che oltre alla preparazione atletica non si debba dimenticare la componente psicologica, che è molto importante. Ciò che non conosciamo ci fa sempre più paura. Come accade per i guai muscolari, ci sono atleti che ritornano in campo senza alcuna paura di rifarsi male, mentre altri tendono ad ascoltare maggiormente il proprio corpo e ad essere più prudenti prima di essere al 100%. In questo senso il Covid-19 potrebbe togliere delle certezze, condizionando così le prestazioni di qualche atleta nonostante il pieno recupero fisico». —
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