Max Alvini può contare su altri “effettivi” ma per tutti i granata “negativizzati” resta l’incognita dei tempi di recupero
REGGIO EMILIA
Alla fine, i due campi dell’Ex Sporting a Cavazzoli hanno ripreso vita. A poco a poco, alla spicciolata, la Reggiana si sta negativizzando e - come accade da un po’ di mesi a questa parte questa è una buona cosa. Tradotta in ottica campionato, Massimiliano Alvini, rimessosi in piedi, può ora provare a ipotizzare l’undici che scenderà in campo domenica pomeriggio al Citta del Tricolore contro il Venezia dell’ex granata Paolo Zanetti.
E alla fine, almeno sulla carta, quella che scenderà in campo domenica dovrebbe essere la migliore Reggiana possibile. Peccato che in mezzo ci siano un virus che quasi mai se ne va senza lasciare tracce almeno nell’immediato. Ora viene il difficile: l’allenatore granata dovrà valutare i suoi atleti uno per uno, vedere a che punto del recupero fisico sono arrivati e quale sia il contributo che effettivamente possono dare domenica. Con Cerofolini in porta, la difesa a tre potrebbe essere formata da Rozzio, Martinelli ed Espeche. In mezzo al campo ci sono Varone, Rossi, Libutti, Kirwan, oltre a Pezzella e a Zanini richiamato d’urgenza nel gruppo squadra . In avanti Radrezza davanti alle punte Mazzocchi e Zamparo, con Kargbo e Marchi pronti a subentrare. Tra i giocatori maggiormente in dubbio ci sono poi Voltan, Lunetta e Costa, negativi al Covid ma abbonati ad altri acciacchi. —
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