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Simone Teocoli del Campagnola «Per ripartire servono tamponi»

Nicolò Rinaldi
Simone Teocoli del Campagnola «Per ripartire servono tamponi»

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Nicolò Rinaldi / CAMPAGNOLA

«Giocatori che lasciano il calcio dilettanti? E' un fenomeno che forse può verificarsi da altre parti, ma non certo qui a Campagnola. Anche se per il momento abbiamo sospeso gli allenamenti di gruppo lavorando individualmente, il nostro organico resta unito e davvero motivato: nessuno di noi ha intenzione di mollare».

Simone Teocoli, classe '82, è tra i centrocampisti più esperti del girone A di Eccellenza: le sue parole fotografano al meglio lo stato d'animo dei rosanero durante queste settimane senza gare. In ambito più generale, voci ben informate dicono però che alcuni ragazzi stiano abbandonando le rispettive squadre: in certe occasioni per tutelare la propria famiglia da possibili contagi, in altre invece su precisa richiesta dei datori di lavoro.

Quali sono le sue impressioni al riguardo?

«Per quello che ne so, si tratta di un problema che ha ancora dimensioni limitate. L'intero movimento si sta interrogando in merito al da farsi, e l'andamento della curva dei contagi avrà un ruolo decisivo».

Ormai pare scontato che i campionati rimarranno fermi almeno per i prossimi due mesi: uno scenario che è stato ventilato dallo stesso Paolo Braiati, presidente della Figc emiliano-romagnola.

Una decisione giusta, o lei spererebbe di poter tornare in campo prima?

«In questo caso, speranza e realtà non possono certo essere considerati sinonimi. Credo che tutti auspichino di riprendere rapidamente le competizioni: in più, noi a Campagnola non vediamo l'ora di guadagnare la salvezza sul campo. Fin qui non si hanno notizie di contagi avvenuti all'interno delle strutture sportive: comunque sia, per contribuire in misura ulteriore al miglioramento della situazione generale, penso proprio che il ritorno in campo vada rimandato almeno a inizio 2021».

Si può fare qualcosa di più sul piano della prevenzione?

«Se e quando ripartiremo, sarebbe bene provare a organizzarsi per effettuare più tamponi possibili: un'idea che magari dovrebbe coinvolgere anche le istituzioni civili e sportive, evitando così di lasciare tutti gli oneri alle singole società». —

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