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il basket ai tempi del coronavirus 

La preoccupazione dei dirigenti della C Silver «Gravi danni se dovesse saltare la stagione»

Riccardo Bellelli
La preoccupazione dei dirigenti della C Silver «Gravi danni se dovesse saltare la stagione»

Le società vivono nell’incertezza per il futuro, dopo la decisione di rinviare a gennaio l’inizio dei campionati 2020/21

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Riccardo Bellelli

REGGIO EMILIA

I problemi del sistema basket non sono solo nell’immediato ma si porteranno avanti anche nel futuro.

Ci sono questioni economiche date dai costi da sostenere per la Fip, le palestre e i giocatori, il problema di sponsor che dal nuovo lockdown potrebbero essere ulteriormente danneggiati riducendo la capacità di affiancare le società e i riflessi sull’attività giovanile che già ha perso buona parte della stagione passata.

I dirigenti reggiani dei club partecipanti al campionato di serie C Silver non sono molto fiduciosi nemmeno sulla possibile ripresa a gennaio e nei prossimi mesi i ragazzi potrebbero prendere altre strade.

rebasket

Leonardo Piccinini, presidente Rebasket, si pone un quesito: «Ora ci dicono che si ripartirà a inizio anno nuovo ma è credibile? Serve tempo per riprendere gli allenamenti e poi iniziare così tardi renderebbe necessario comprimere i calendari e giocare gare infrasettimanali che saranno difficilmente organizzabili per problemi legati a spazi palestra e impegni dei giocatori che non sono professionisti».

«Saltare l’anno - prosegue il massimo dirigente della società reggiana - produrrebbe grossi danni economici, specie alle società medio-piccole con gli sponsor che saranno meno attratti perché non gli si può garantire il giusto ritorno di visibilità e ai contratti con i giocatori. In più i ragazzi giovani stanno perdendo quasi due anni di attività, un grosso danno per la loro crescita».

spal correggio

Davide Montanari, presidente della Spal Correggio: «I ragazzi ci chiedono di poter venire in palestra ma perfino la Pallacanestro Reggiana non riesce a restare immune dai contagi quindi per ora si resta fermi. Noi abbiamo buoni sponsor ma se le cose non cambieranno c’è il rischio che specialmente i più piccoli lascino il basket per dedicarsi ad altri sport all’aperto che si possono praticare».

novellara

«Stiamo subendo un danno pesante - tiene a sottolineare Daniele Mariani Cerati, presidente della Pallacanestro Novellara -. La gente sta cambiando approccio alle cose e finché non ci sarà un vaccino, non potremo tornare alla normalità. Noi abbiamo una grande tradizione di settore giovanile dove i ragazzi vengono anche per il piacere di stare in compagnia di amici. Il rischio è di avere meno partecipazione in futuro. Per paura, pigrizia o perché nel frattempo han trovato altre cose da fare, si rischia che i ragazzi si allontanino dalla pallacanestro. Secondo me è stato serio e giusto fermarsi, il basket è stato più responsabile di altre discipline, ma spero che almeno qualche mese di questa stagione si possa giocare, per non lasciare i giocatori lontano dai campi troppo tempo».

scandiano

Raffaele Fascione, direttore sportivo della Pallacanestro Scandianom racconta gli sforzi dello staff per tenere attiva la squadra, nonostante la lontananza dalla palestra.

«Abbiamo dato ai giocatori delle tabelle per tenersi in forma a casa ma non è come andare in palestra - ammette -. Al momento della ripresa c’era tanto entusiasmo ma dopo questi continui rinvii e la sospensione, c’è molto scoramento. I ragazzi han tanta voglia di giocare e spero resteranno legati a noi, ma i danni economici saranno pesanti». —

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