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L’aia replica al presidente della lega 

Var in B, gli arbitri gelano Balata «Non ci sono ancora le condizioni»

Gian Marco Regnani

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Gian Marco Regnani

REGGIO EMILIA

Bentornato Var, anzi no. Al termine di un’assemblea dei club che giovedì si è protratta per ben cinque ore, il presidente della Lega di Serie B Mauro Balata ha parlato di “decisione epocale” riferendosi al ritorno della tecnologia in campo al servizio degli arbitri – termine tecnico Video Assistant Referee – a partire dal girone di ritorno dopo che nella scorsa stagione era stata utilizzata solamente per playoff e play out (e così sarebbe dovuto accadere anche in quella attuale). «Questa decisione epocale rende il nostro campionato ancora più moderno e in linea con le esigenze dei tifosi e dei nostri partner» ha ribadito il numero uno del campionato cadetto. A distanza di poche ore però è arrivata la doccia fredda: a girare la manopola è stato Marcello Nicchi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri. «Ad oggi non esiste – sottolinea la nota dell’ex fischietto toscano riportata dalla Gazzetta dello Sport – Io non ho parlato con Balata e credo che dovremmo essere consultati, visto che chi opera la Var sono gli arbitri. Il presidente federale Gravina mi ha confermato di non essere al corrente della cosa ed è la Federazione a dover approvare una decisione di tale importanza. In un momento così delicato per il Paese è impossibile annunciare l’introduzione del Var che prevede tra l’altro un percorso di formazione specifico». È possibile, dunque, che Balata abbia fatto il passo più lungo della gamba oppure dietro alla “battaglia” del VAR si potrebbero nascondere trame di palazzo a noi sconosciute. Resta il fatto che l’utilizzo anche in Serie B di tale tecnologia sarebbe certamente auspicabile. Anche i tifosi granata immaginiamo condividano lo stesso parere. Minuto numero 93 di Ascoli-Reggiana, quarta giornata di campionato: cross sporco di Kirwan dalla destra, palla che attraversa tutta l’area e termina sui piedi di Kargbo che insacca il 2-2. Anzi no, tutto fermo, posizione irregolare di Martinelli presente sulla traiettoria del passaggio. Ecco, in questa situazione così delicata per le sorti dell’incontro un controllo al Var avrebbe certamente aiutato. Il caso più eclatante però è un altro e risale al sabato precedente: il gol non assegnato a Zamparo all’undicesimo minuto di Reggiana-Chievo, terza giornata, con il punteggio fermo sullo 0-0. Traversone con il contagiri di Rossi, colpo di testa dell’arciere con l’estremo difensore ospite che smanaccia il pallone lontano dalla linea di porta dopo che questo aveva molto probabilmente oltrepassato la stessa. Chissà come sarebbe potuta finire la partita partendo dall’1-0 granata (0-1 il risultato finale). In quella circostanza poteva bastare l’utilizzo della goal-line technology, altro strumento presente in A ma sconosciuto alla B, oppure avrebbero fatto comodo i giudici di porta . —

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