I granata hanno retto il ritmo partita nonostante il forzato stop
Alla vigilia erano tanti i timori relativi alla condizione fisica dei giocatori La squadra ha saputo riprendersi al meglio dopo lo scoppio del focolaio
il focus
«Numericamente ci siamo, ma la vera incognita sarà la condizione atletica».
Questo il pensiero che ha caratterizzato la vigilia in casa Reggiana, che tornava a disputare una partita dopo lo “tsunami-Covid” delle ultime settimane con tutte le polemiche che ne sono conseguite. E invece la formazione granata sembra non essersi mai fermata: merito dello staff tecnico, che in pochi giorni di allenamento ha prontamente riattivato le gambe dei giocatori; merito però anche degli stessi calciatori, desiderosi di reagire alle avversità trasformando in cattiveria agonistica la rabbia accumulata.
Contro i veneti Radrezza e compagni hanno dimostrato di poter reggere la categoria, con scelte tattiche precise seppur rischiose: i tre difensori, marchio di fabbrica di Alvini, arrivavano infatti sino alla linea di centrocampo per non far girare Aramu e Forte, ma ne sono usciti spesso vincitori dando il via alla ripartenza nella metà campo avversaria. È vero, ci sono stati momenti della partita in cui il Venezia ha preso campo e ha rintanato i granata nella propria area, ma non va dimenticato che la formazione arancioneroverde è l’autentica sorpresa di questo inizio di campionato ed era dunque preventivabile avere momenti di sofferenza.
Gabriel Lunetta è stato l’uomo in più in termini di corsa seminando il panico sulla sinistra, mentre sulla corsia opposta Libutti ha pagato le avanzate di Johnsen.
Bene il centrocampo che ha alternato sciabola e fioretto, mentre davanti si è sentita in certi momenti l’assenza di un centravanti di peso. Kargbo e Mazzocchi sono infatti due punte rapide che tendono ad allargarsi, ma in certi momenti servirebbe un ariete alla Zamparo per proteggere col fisico facendo respirare i compagni. Prova comunque ampiamente superata a livello generale, ed ora la sosta di due settimane non potrà fare altro che tonificare i muscoli, prima di un fine 2020 di fuoco con impegni in rapida successione. —
N.V.
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