Il reggiano Lorenzo Serventi «Con sei vittorie in sette gare la Virtus ora può sognare»
L’allenatore ha portato il team rosa del club bolognese sino al secondo posto grazie a una fantastica serie di meritati successi
Una partenza praticamente perfetta. È iniziata decisamente bene l’avventura del coach reggiano Lorenzo Serventi alla guida della Virtus Bologna nella serie A femminile, con sei vittorie in sette gare e il secondo posto assieme a Schio, unica ad aver battuto le bianconere, alle spalle della Reyer Venezia.
L’anno passato la Virtus Segafredo aveva sofferto non poco, al momento della sospensione del campionato si trovava in fondo alla classifica e per cambiare aria la società bolognese si è affidata ad uno degli allenatori più validi del panorama italiano, il reggianissimo Lorenzo Serventi. Per il 52enne tecnico è stato un gradito ritorno nella sua Emilia, dopo vent’anni spesi in A1 fra Montichiari, Umbertide e Lucca.
Per ora non si poteva chiedere di meglio.
«Ovviamente sono molto contento dei risultati, che per un certo verso sono inaspettati, l’obiettivo era di finire fuori dalle zone paludose, di giocarci i playoff, al momento abbiamo vinto sei gare su sette, l’unica persa è stata una gara rocambolesca con Schio, la prima della classe, abbiamo perso ai supplementari sbagliando ultimo possesso ai regolamentari».
Fila tutto liscio?
«Sono contento per l’impegno delle ragazze e per il sostegno della società che non ci fa mancar nulla. È tutto davvero ad alto livello».
Le aspettative saranno alte, giusto?
«Dopo una stagione di sofferenza, stiamo cercando di far bene nonostante i problemi. Stiamo facendo un bel campionato, ora c’è la sosta per la Nazionali, poi vedremo».
Respira entusiasmo?
«In questo momento la squadra sta giocando una buona pallacanestro, sono contento, ma occorre tenere i piedi ben saldi a terra perché ci vuole pochissimo per tornare indietro. Quindi, piedi saldi a terra ma restiamo ottimisti e positivi».
Come si trova a Bologna?
«Benissimo. L’organizzazione è incredibile, tutto perfetto, giocare in Fiera è bellissimo, allenarsi alla palestra Porelli è bellissimo, c’è una grande storia, ogni dettaglio è curato».
In una realtà simile, anche le ambizioni sono una costante con cui convivere.
«Bologna e Virtus vogliono dire ambizione, è ovvio. C’è voglia di far bene ma il settore femminile è partito due anni, non ha la tradizione del maschile, devo dire che siamo trattati alla stessa stregua, ci hanno messi nelle condizioni di lavorar benissimo, ma ci vuol tempo».
In questa stagione, è dura condividere qualcosa con i cugini del maschile?
«È impossibile condividere, frequentarsi anche solo per un allenamento. Dobbiamo mantenere distanze orarie fra allenamenti, fare tamponi, è un’esperienza surreale ed è un peccato».
L’emergenza si sente?
«È inevitabile, abbiamo giocato senza pubblico anche l’ultima gara, c’è un po’ di tristezza a non veder nessuno c’è. La situazione è questa, speriamo anche noi di non essere decimati, giorno dopo giorno cerchiamo di costruire qualcosa».
Anche solo aggiungere una ragazza dalle giovanili sarà complesso. Riuscite a organizzarvi?
«Il quadro è complesso, per il settore giovanile abbiamo una collaborazione con una società Castel San Pietro, alcune ragazze possono venire e altre no, anche solo per allenarsi».
I prossimi mesi saranno ancora così?
«Adesso non è facile, domenica sono state rinviate tre gare, poi recuperarle tutte sarà complesso. Non sarà semplice avere regolarità, non parlo di situazione falsata perché potrà capitare a tutto, ma viviamo alla giornata, questo sì».
Qual è la maggior difficoltà, come coach?
«Il problema è tenere alto l’umore, l’entusiasmo del gruppo. C’è una fragilità psicologica portata dalla pandemia, ed è indubbio che qualche preoccupazione ci può stare. Con le ragazze bisogna lavorare anche su questo fattore non secondario. La salute è la priorità, c’è da fare lavoro psicologico notevole e cercare di guardare bicchiere mezzo pieno, e poi noi siamo seguiti benissimo, costantemente, e questo è importante». —
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