Tamponi alla Lazio Il perito del tribunale riesamina tutti i test
[FIRMA&LUOGO]Bruno Guerriero<MC> / AVELLINO
[TESTO]Il mistero dei tamponi a Immobile e compagni passa per Avellino. I reati ipotizzati dalla Procura sono falso, epidemia colposa e truffa in pubbliche forniture. E l’unico indagato, per ora, risulta essere Massimiliano Taccone, presidente del Cda della Futura Diagnostica, figlio dell’ex presidente dell’Avellino Calcio, Walter. La vicenda è quella dei risultati ottenuti per Immobile, Leiva e Strakosha, negativi ai test del coronavirus alla Futura Diagnostica, di Avellino, ma positivi per l’Uefa e per l’Asl di Roma.
Una questione che prende due strade parallele, la giustizia ordinaria e quella sportiva. Gli esami romani sono stati effettuati su richiesta dall’Uefa per la gara di Champions (Immobile viene dichiarato positivo prima della partita col Bruges). Nel laboratorio di Avellino, i tamponi sono stati eseguiti prima della gara di campionato con il Torino e i tre giocatori erano ritornati negativi. Vincenzo D’Onofrio, magistrato della procura di Avellino che segue le indagini, ha disposto un’ulteriore perizia, che si svolgerà questa mattina all’ospedale Moscati, per i 95 tamponi di tutta la rosa della Lazio, conservati e già a disposizione della biologa Lanni.
Che cosa può essere successo? Semplificando al massimo, al laboratorio di Avellino vengono ricercati tre profili genetici. Il terzo è il gene N che appartiene alla famiglia dei coronavirus, ma non è necessariamente collegato al Covid-19. Tutte le comunicazioni sono state fornite dal laboratorio irpino alla Lazio, come spiega l’avvocato Innocenzo Massaro, legale di fiducia della Futura Diagnostica, con la raccomandazione di eseguire un ulteriore tampone. Quindi, tecnicamente nessun esito positivo, ma solo una raccomandazione in presenza di un rilievo sul terzo profilo, il famoso gene N. Emerge che lo stesso laboratorio aveva già fatto riprocessare quei campioni a Napoli, per sicurezza dopo le accuse di inattendibilità. Ma è la Procura della Federcalcio che vuole capire se la Lazio abbia seguito alla lettera il protocollo sullo svolgimento del campionato in sicurezza. Difficile capire meglio, visto che anche ieri Ivo Pulcini, medico sociale del club di Lotito, non si è presentato negli uffici Figc per l’audizione: ha presentato un certificato medico che lo ha esentato. Se ne dovrebbe riparlare giovedì.
Anche a Formello nuovo colpo di scena: dopo che sembrava scattato il divieto di viaggio dalla Asl per tutti i calciatori convocati nelle Nazionali, è emerso che in realtà gli stranieri non avevano vincoli: Milinkovic Savic è così già in Serbia. Alla biologa di Avellino toccherà il compito di rifare i tamponi praticati ai laziali. E provare a far luce su un intrigo che per qualcuno puzza già di bruciato. [FINETESTO]—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google