Formula Italia anche con le riserve Estonia travolta con 5 debuttanti
Non tradisce la formazione-laboratorio guidata da Evani con Mancini al telefono Grifo protagonista. Domenica la Polonia nella gara che decide la Nations League
Gugliemo Buccheri
INVIATO A FIRENZE
La più strana Italia che si ricordi fa il proprio dovere contro i ragazzi estoni e dà continuità ad un processo di crescita che deve coinvolgere un gruppo il più allargato possibile ora che al tempo del Covid l’incertezza prende in ostaggio ogni aspetto della quotidianità. Significativa, in questa direzione, la prima volta concessa a ben cinque azzurri, da Bastoni a Pessina, da Pellegri a Luca Pellegrini per finire con Calabria.
la “strana Italia”
Il successo arriva grazie a un colpo ad effetto di Grifo, a un affondo di Bernardeschi, a un rigore dello stesso attaccante che si diverte a Friburgo e a un altro tiro dagli undici metri di Orsolini: e non è un caso che siano proprio loro, tre fra i più vivaci, a mettere la firma sulla serata. Le migliori indicazioni le dà anche il giovane interista Bastoni e il redivivo Soriano, di nuovo in azzurro dopo l’ultima apparizione nel novembre del 2015 e sempre nel vivo della manovra.
La strana Italia sembra dar credito a chi dice, e non da ieri, che è la Nazionale ad allenare i giocatori per i club piuttosto che il contrario, come dovrebbe essere: in campo, a Firenze, è sceso un gruppo di ragazzi che, in parte, non gioca o gioca poco nelle rispettive società.
Filo diretto Vialli-Mancini
Mancini è a casa, la sua Italia in campo con il fedelissimo Evani nell’inedito ruolo di ct per una notte. In panchina c’è il capodelegazione Vialli e, Vialli, ha il delicato compito di tenere aperti i contatti con l’allenatore che sta restituendo credibilità al nostro pallone e che è in attesa della negatività al coronavirus per riprendere il suo posto («Lo aspettiamo domenica, abbiamo bisogno di lui», dirà Evani alla fine): Mancini e Vialli o Vialli e Mancini, il filo non si è mai spezzato e per 90’ si riannoda in modo diverso e inaspettato.
i big in tribuna e in panchina
L’Italia ha un volto mai visto per colpa di una situazione mai vissuta: in panchina e in tribuna i big o potenziali protagonisti guardano i compagni pensando all’impegno, decisivo, di domenica a Reggio Emilia con la Polonia con in gioco il primato nel girone di Nations League. La Nazionale è un laboratorio e, in gran parte, lo è ancora di più ora che le convocazioni le dettano anche i tamponi che bloccano o liberano i ragazzi nell’agenda di Mancini.
L’amichevole più osteggiata nel cammino recente della nostra Nazionale si rivela un utile test a raccontare un’abitudine piacevole dell’era Mancini: gli azzurri sanno interpretare ogni duello con il giusto spirito e anche quando non c’è niente, o quasi, in gioco, il verdetto non è mai banale.
Il poker all’Estonia va ad arricchire una galleria di partite che comprende, fra le altre, il 6-0 ed il 5-0 al Liechtenstein, il 9-1 all’Armenia ed il 6-0 alla Moldova. Mancini aspetta il tampone negativo, Evani vince la sua prima da insolito commissario tecnico e Vialli chiude la serata come se avesse giocato anche lui: questa volta nel tenere i collegamenti via radio con l’amico di sempre. —
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