Laurea con una tesi sui valori del rugby La meta più bella del dottor Alberto Chillon
il personaggio
Sabato scorso è stato uno dei protagonisti principali nella vittoria del Valorugby sul Colorno alla prima giornata del campionato nazionale Peroni Top10.
Ma la sua meta più bella, il mediano di mischia dei Diavoli Alberto Chillon, 29 anni alla sua prima stagione col Valorugby, l’aveva messa a segno qualche giorno prima laureandosi in Scienze motorie a Padova con una tesi dal titolo “Educare attraverso lo sport: i valori del rugby”.
Chillon, nato a Venezia, ha esordito nel Petrarca nel 2009. Con i “tuttineri” nel 2011/2012 ha conquistato lo scudetto, traguardo che poi ha colto nuovamente con il Rovigo nel 2015/2016. Ha esordito con la maglia azzurra contro la Scozia a Pretoria (Saf) nel 2013.
Alberto Chillon, che importanza ha lo studio per un giocatore e in particolare per lei?
«È sicuramente molto importante. Significa avere un piano B nella vita oltre al rugby. Nel mio caso, poi, riuscire a far combaciare la laurea con il mio sport sarebbe il top anche per il futuro. Vedremo, intanto ci siamo portati a casa la laurea, e gioisco di questo risultato, poi una volta che avrò deciso di appendere le scarpe al chiodo valuterò se ci saranno le condizioni per restare in questo ambiente».
Sabato scorso, intanto, il campionato è ufficialmente ripartito con la vittoria dei Diavoli 25-16 contro il Colorno. Soddisfatto?.
«Come prima partita, sicuramente ci aspettavamo di fare qualcosa di meglio. È andata benino, l’abbiamo vinta ed era la cosa più importante. Peccato per i cinque punti, che non sono arrivati per colpa nostra, ma questo sarà uno stimolo per andarci a prendere i punti di bonus nelle prossime partite».
Magari iniziando proprio da sabato allo “Zaffanella” contro il Viadana per il secondo turno.
«A Viadana ci aspetta un’altra battaglia difficile. Ho visto la loro partita contro Rovigo, sono molto migliorati rispetto all’ultima volta che li abbiamo affrontati e battuti in Coppa Italia. Sarà un match molto fisico, dovremo metterli sotto fin dall’inizio con il nostro ritmo e seguendo alla perfezione il piano di gioco».
Come procede l’inserimento nella nuova realtà reggiana?
«A Reggio Emilia mi trovo benissimo, la città per quel che poco che la frequento mi piace molto. I compagni ho imparato a conoscerli, molti li conoscevo già. La società lavora alla grande per metterci nelle condizioni migliori di giocare. Non manca davvero nulla».
Un mediano di mischia (il francese Antoine Dupont, ndr) è stato recentemente nominato miglior giocatore del “Sei Nazioni 2020”. È un periodo d’oro per il vostro ruolo.
«Dupont è sicuramente uno dei giocatori più forti al mondo. In passato ho ammirato molto l’australiano George Gregan, per me è stato fonte di ispirazione nello scegliere questo ruolo. Ma ci sono anche tanti giovani italiani interessanti a cominciare dai nostri Fusco e Bacchi fino al nazionale Varney che sta facendo bene a Gloucester e che presto esordirà con la maglia azzurra». —
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