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«Siamo amareggiati ma la Conad può rialzarsi dall’ultima posizione»

francesca manini
«Siamo amareggiati ma la Conad può rialzarsi dall’ultima posizione»

Volley A2. Andrea Mattei ha realizzato 20 punti nel match a Cuneo «Abbiamo giocato due set perfetti, il talento per risalire non ci manca» 

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l’intervista

francesca manini

Tra le note positive del tie break perso a Cuneo ci sono i 20 punti personali di Andrea Mattei, al suo secondo anno in casa Conad dopo cinque di esperienza in serie A1 tra Padova, Sora e Siena.

Classe 1993, il centrale romano ha messo a segno 13 attacchi punto, 6 muri e un ace che hanno dato gas all’avventura giallorossa naufragata però ai vantaggi del quinto set.

Come si fa a perdere una partita così?

«Bella domanda. Loro hanno iniziato sottotono e noi siamo stati bravi ad approfittarne giocando la nostra miglior pallavolo, poi nel terzo set sono riusciti a reagire e, complice qualche innesto come Tiozzo e Preti, ci hanno messo in difficoltà. Per la settimana da cui venivamo, con metà degli allenamenti saltati a causa di due positività nel gruppo, devo ammettere però che mi ha sorpreso un inizio così idilliaco, ci sarebbe da farci la firma».

Cambiando però il finale.

«Certo, il nostro obiettivo è scalare la classifica risalendo al più presto dall’ultimo posto che ora occupiamo insieme a Mondovì e Lagonegro, che sono a quota un punto come noi. Nonostante un inizio che non ci rispecchia, la squadra c’è tutta per fare bene».

L’umore al rientro da Cuneo com’era?

«Finita la gara regnava una grande amarezza, poi ci siamo confrontati e abbiamo realizzato che se è vero che il malumore resta, resta anche la consapevolezza di aver giocato due set perfetti contro una delle favorite del campionato, il che è ci ha caricato perché è indice delle tante cose belle che possiamo fare, basta volerlo».

Il tabellino dice Mattei 20 punti, non pochi dal centro.

«La soddisfazione più grande sono i messaggi di apprezzamento che ricevo a fine partita, anche dai tifosi avversari: per chi vive di questo sport è una sensazione bellissima che sprona a fare sempre meglio. È vietato infatti montarsi la testa, ad ogni gara si riparte da zero. Sono felice perché grazie alla perfetta sintonia con l’alzatore Pinelli riesco a giocare come vorrei: io gioco dove lui palleggia perché mi chiama spesso in gioco e così riesco davvero a essere parte integrante della partita».

Mentre era in campo cosa pensava?

«Che mi sarebbe piaciuto fare il mio record personale di muri ma non ci sono riuscito. Chi mi conosce sa che sono così, quando si entra nel vivo esce il mio carattere romano e si accende l’agonismo».

Sempre a livello di carica agonistica, è mancato il suo degno compare Maiocchi.

«Finita la gara ci siamo scritti subito, ci seguiva in streaming mordendo il freno: con il suo entusiasmo avrebbe dato un bel contributo».

Obiettivo della stagione?

«Sarebbe bello entrare almeno in qualche fase di Coppa, anche se quest’anno l’organizzazione non è ancora chiara. A causa dell’emergenza, il momento è più che mai complesso ed è già tanto riuscire a giocare. Ne i giorni di stop forzato, non vedevo l’ora di tornare in campo. Speriamo che non accada più e di macinare presto nuovi punti. Abbiamo tante frecce nel nostro arco, a partire da Ristic in banda che non si è ancora espresso al massimo del suo grande talento». —



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