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Il Montecchio non si arrende e continua gli allenamenti del proprio settore giovanile

R.S.
Il Montecchio non si arrende e continua gli allenamenti del proprio settore giovanile

Grazie alla sinergia con i tecnici del vivaio dell’Atalanta la società della Val d’Enza  ha aumentato i propri iscritti anche nel periodo pandemico

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MONTECCHIO

Il Montecchio Calcio ha aumentato i numeri del proprio settore giovanile, malgrado il Covid e ora, anche in forza dell’accordo con l’Atalanta, sta facendo di tutto per cercare di mantenere alta l’attenzione e l’intensità sul campo, malgrado ci sia ancora il divieto di fare partitelle.

«Ci siamo trovati nei giorni scorsi e abbiamo deciso di proseguire l’attività, rispettando i protocolli - ci spiega il responsabile del Settore giovanile, nonché membro del consiglio direttivo della società, Giovanni Lusetti - È certamente difficile mantenere alta l’attenzione dei più grandi, perché avrebbero bisogno di provare determinate situazioni con gli avversari, ma i nostri allenatori si stanno inventando nuovi giochi e nuove situazioni per tenere in tiro un po’ tutti».

Tra l’altro avete leggermente aumentato i numeri…

«È vero, i nostri numeri sono aumentati rispetto all’anno scorso, quindi sentiamo ancora più concretamente la responsabilità nei confronti delle famiglie di tenere “in tiro” i ragazzi, cercando di creare allenamenti creativi, ma nel rispetto delle regole, per stimolare il loro interesse».

È ottimista: succederà dal 4 dicembre in poi, soprattutto dopo che l’Emilia-Romagna è diventata regione arancione?

«A livello di allenamento cambia poco: vanno mantenuti i distanziamenti e si possono fare allenamenti all’aperto. Io sono francamente pessimista sulla ripresa delle attività già in dicembre, ma la curva forse si sta stabilizzando e quindi mi auguro che a breve possa iniziare la fase discendente, per poi arrivare al vaccino e alla sconfitta di questo maledetto virus. Anche se siamo diventati “regione arancione” non ci viene impedito di allenarci, quindi mi auguro che si possa continuare: finché ce lo faranno fare noi andremo avanti».

Questo blocco ha interrotto anche i vostri incontri con l’Atalanta. Vero?

«Non ci stiamo vedendo in presenza, ma a livello telematico stiamo continuando a formare i nostri allenatori con gli istruttori dell’Atalanta, che è leader a livello di settore giovanile in Italia e in Europa. Spero di cuore di poter tornare a Bergamo il prima possibile, come avevamo già fatto prima della prima ondata di Covid. Fu un’esperienza splendida».

Quanto può essere utile, anche se a distanza, un allenatore del livello di Stefano Bonaccorso dell’Atalanta per allenatori dilettanti?

«È fondamentale. Bonaccorso tra l’altro è uno degli allenatori più stimati a livello internazionale e figure come la sua o come quella di Andrea Di Cintio, che abbiamo avuto già a Montecchio prima del Covid, rappresentano per i nostri allenatori punti di riferimento da seguire, soprattutto in questo periodo».

Farete anche un incontro con Lucia Castelli?

«Sì, la professoressa Lucia Castelli è una psicopedagogista dell’Atalanta e con lei coinvolgeremo anche i genitori in modo che capiscano esattamente come vivere nel modo giusto il loro approccio con l’attività sportiva dei loro figli».

A livello di vivaio avete anche implementato l’organico tecnico. E’ vero?

«Sì, Giorgio Sassi e Antonino Barillà che sono rispettivamente il responsabile tecnico del Settore giovanile e della Scuola calcio, oltre a Samuele Ferrari che è il trait-d’union fra genitori e società, oltre ad essere l’allenatore dei 2010, figure che mi stanno dando una grossa mano nel mandare avanti questa macchina piuttosto complessa. Per la gestione dei protocolli Covid, invece, abbiamo inserito in organico Federica Borghi, la nostra responsabile della sicurezza: è lei che ci dà le direttive che poi i nostri tecnici e noi dirigenti seguiamo quotidianamente sui campi e nella gestione globale. Anche grazie a questa figura - conclude Lusetti - i genitori dei nostri ragazzi sono più sereni e lo confermano i numeri». —



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