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[MINUSCOLO]Nations League  

L’Italia spera in Belotti Stasera con la Polonia in gioco le Final Four

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[FIRMA&TESTA]Guglielmo Buccheri

[TESTO]Un po’ di cerotti e molta incertezza legata agli esiti dei tamponi. L’Italia continua a perdere i pezzi, anche i più pregiati (niente quota 100 per Bonucci rientrato a Torino per colpa di un fastidio muscolare) e, così, la delicata sfida con la Polonia diventa ancor più scivolosa.

Questa sera, a Reggio Emilia, ci troveremo davanti quella Nations League che, finora, ci è andata un po’ di traverso se è vero che in Nations League i numeri azzurri girano più lenti e prevedibili rispetto alle altre esibizioni dell’era Mancini: la prima edizione si è chiusa senza Final Four e quella in corso ci vede costretti a battere i polacchi per dare un senso al viaggio di mercoledì a Sarajevo, per pensare alla fase finale del prossimo ottobre (su 8 gare complessive ne abbiamo vinte due). L’incertezza legata agli esiti dei tamponi racconta di un ct ancora in attesa del verdetto di negatività al coronavirus: Mancini si metterà in collegamento con il capo delegazione Vialli da casa come accaduto a Firenze contro l’Estonia. «Speriamo di riuscire a mettere in campo ciò che vuole: a questa Italia vincere senza meritarlo non piace», sottolinea Evani, in panchina per la seconda occasione in quattro giorni.

Vincere giocando bene, è l’obiettivo dal maggio del 2018 in avanti. E farlo dimostrandosi più forti delle assenze la scommessa. Senza Bonucci («A 33 anni devo ascoltare il mio fisico che, in questi ultimi venti giorni, ho stressato troppo»), fiducia al giovane interista Bastoni, favorito su Di Lorenzo, senza Verratti conferma per Locatelli nel cuore del campo. Là davanti, il peso delle defezioni mette Belotti al centro di tutto: assente Immobile e usciti di scena Caputo e Kean, deve essere il Gallo l’uomo della provvidenza. Il capitano del Toro si trascina il dolore al ginocchio sinistro da due settimane, ma non ha alcuna intenzione di farsi da parte: questa sera ha l’occasione di battere il primo, vero, colpo in Europa dopo i gol, nove in 29 gare, a Macedonia, Liechtenstein (colpito ben 5 volte), Arabia Saudita, Armenia e Bosnia.

«Questa squadra è una famiglia» dice Evani. E nella famiglia azzurra sembra essersi rigenerato anche quel Bernardeschi, in cerca di identità con la Juve, vivace, molto, mercoledì con l’Estonia e, oggi, in ballottaggio con Berardi per il posto alla destra di Belotti. La Polonia si riaffida alle mani di Szczesny in porta e chiede a Lewandowski di beffare una difesa inedita. Chi vince il girone vola alle Final Four e il prossimo ottobre le organizza: Torino e Milano le sedi scelte se toccherà a noi farlo. [FINETESTO]—

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