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Azzio Santini difende coach Mastrangelo «Ma adesso tocca a lui»

FRANCESCA MANINI
Azzio Santini difende coach Mastrangelo «Ma adesso tocca a lui»

Volley serie A2 - Il patron interviene all’indomani della brutta sconfitta subita da Loglisci e compagni 

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L’INTERVISTA

FRANCESCA MANINI

Quattro partite giocate per altrettante sconfitte che valgono il fondo della classifica a quota 1 punto insieme a Lagonegro e Mondovì, questul’ultima con una gara in meno.

Patron Azzio Santini, è preoccupato per la sua Conad Volley Tricolore?

«Preoccupato no e non perché quest’anno non siano previste retrocessioni, ma perché conosco il valore dei singoli atleti, bisogna solo cambiare registro mettendo tutti nelle migliori condizioni per giocare. Alcuni ancora non hanno risposto alle aspettative ma farli entrare nel gioco sta anche a noi e all’allenatore, uno dei migliori della categoria di cui abbiamo la massima stima».

Cosa vi siete detti con il coach Mastrangelo dopo l’1-3 subito contro Cantù al Bigi?

«Era molto arrabbiato, in settimana in palestra si lavora tanto e bene, fa rabbia non esprimere poi in partita il gioco preparato. Fino all’1-1 la gara c’è stata, poi se riparti sotto 0-6 nel terzo set il finale è già scritto. Credo davvero che serva un’impennata d’orgoglio, per evitare che si creino nervosismi in campo è necessario che tutti facciano la propria parte gestendo i palloni in modo ottimale».

A parte il secondo set vinto per 25-21, negli altri non siete arrivati a quota 20...

«Ci siamo trovati di fronte a una squadra giovane e compatta che ha saputo metterci in difficoltà fin dalla battuta mentre noi non abbiamo fatto altrettanto. Si è sentita molto anche la mancanza del pubblico che desse una bella scossa ai nostri ragazzi, anche a costo di rimediare qualche fischio: quest’anno è come giocare delle gran amichevoli e in palazzetti deserti non si riesce ad avere bene il polso della situazione purtroppo».

Soluzioni in merito?

«Fosse per me sospenderei il campionato per riprenderlo dopo l’anno, i contratti scadono a giugno e possiamo sfruttare i mesi più caldi, da aprile in poi, per vivere a pieno i campionati. Così i risultati sono falsati, ci sono continue interruzioni e mancano giocatori importanti a tutti, come per noi Maiocchi ancora in attesa di tampone negativo. Ma più di tutto manca la possibilità di offrire spettacolo che è ciò che di fatto noi vendiamo: giocare ora a chi giova? Spendiamo oltre duemila euro di tamponi alla settimana e gli sponsor non hanno visibilità».

Il pubblico, si sa, è il settimo uomo in campo...

«Già, credo che lo sport abbia senso se partecipato, non trasmesso in streaming. Non ci resta però che attenerci alle decisioni della Lega e cercare di fare del nostro meglio: prestazioni come quella contro Cantù non devono ripetersi». —

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