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lo sport al tempo del covid 

Il basket femminile pensa al modello Gnaker per tornare a giocare

Nicolò Valli

Allenatori e dirigenti del movimento si interrogano sul futuro «Se il problema sono le palestre, allora giochiamo fuori» 

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/ REGGIO EMILIA

Il mondo della pallacanestro femminile non vuole invece arrendersi all’archiviazione della stagione.

Il 2020 ormai è andato, affermano allenatori e dirigenti, ma col nuovo anno si deve provare a ricominciare: «C’è tanta voglia di riprendere, e secondo me ce la facciamo- afferma Lucky Belisario, presidente della Pallacanestro Scandiano 2012- ma dipende da quanto saremo bravi a rispettare le regole contribuendo a fare calare la curva del contagio. Chiaramente non sarà una ripartenza normale come gli altri anni e dovremo convivere con regole rigide ed una situazione d’emergenza, ma bisogna provarci. Credo che se ci saranno i presupposti si potrà partire ad inizio 2021 con gli allenamenti, per poi ricominciare nel giro di poco con le partite. Ritengo poi che certi aspetti del protocollo potranno essere utilizzati anche un domani, perché ci hanno permesso di mantenere alta l’attenzione sui nostri ragazzi e sulla cura degli ambienti».

Più categorico Luca Brindani, dirigente del Basket Tricolore, per cui una mancata ripartenza avrebbe ripercussioni importanti sia a livello tecnico sia economico: «Qualora non si riuscisse a ripartire alcune ragazze smetterebbero di giocare a basket- spiega- in questo momento è stato giusto interrompere uniformandoci agli altri settori, ma ritengo le palestre uno dei luoghi più sicuri e controllati. Le tempistiche? A gennaio dovremmo ricominciare gli allenamenti, e confido dunque in febbraio per i match. Ripeto: un campionato ci vuole, anche perché senza quello ci sarebbe anche un problema economico considerato che gli sponsor difficilmente rinnoverebbero».

Arrivato in estate come guida tecnica dell’ambizioso progetto della Chemco Puianello, Giancarlo Giroldi non è ancora riuscito a debuttare ufficialmente; il navigato coach ha comunque una proposta da attuare qualora i tempi dovessero allungarsi: «Io mi baso sulle indicazioni della Fip, che prevede di ripartire nei primi di gennaio; verosimilmente non sarà però così; la speranza di tutti è quella di disputare una seconda parte di stagione tranquilla ed il più possibile regolare, magari sfruttando il momento per pensare ad iniziative all’aria aperta verso maggio-giugno sulla falsariga del Torneo Gnaker o Cavalca; noi ci stiamo comunque tenendo in contatto con le nostre ragazze, impostando un lavoro prevalentemente atletico ed individuale. Se il problema è però quello delle palestre- chiude il tecnico gialloblù- perché non pensare a gare all’aperto?».

Si unisce al coro anche Giordano Meglioli, presidente della Virtus Casalgrande: «Non possiamo stare un anno fermi, un tentativo va fatto. Non stiamo facendo attività da ormai oltre un mese, ma confido che per febbraio possa prendere il via la prima giornata; va infatti lasciato tempo per riprendere il ritmo - conclude - ma sono fiducioso». —

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