Il Collagna fermato sul più bello «Ma qui fare calcio non è mai facile»
Il direttore sportivo Alessio Gentili fa il punto della situazione «Siamo fermi da oltre un mese per evitare complicazioni»
/ COLLAGNA
La Terza Categoria è stato il primo campionato dilettantistico ad avere interrotto il proprio percorso: in ambito reggiano si sono interamente giocati i primi due turni, poi lo stop è diventato effettivo già a partire dal 19 ottobre.
Con i suoi 4 punti, il Collagna fa parte del quintetto di formazioni che guida la classifica: «Noi però abbiamo sospeso gli allenamenti di gruppo ormai da un mese - spiega il ds biancorosso Alessio Gentili - Quasi tutti i nostri giocatori hanno un'intensa vita familiare e professionale: di conseguenza si è trattato di una scelta obbligata, per contribuire a diminuire ulteriormente le occasioni di rischio».
Adesso, come sta lavorando la squadra?
«Anche se non abbiamo dato delle particolari tabelle di marcia da seguire, so che ogni giocatore si allena per proprio conto con il fermo obiettivo di mantenersi in forma: ciò la dice lunga sull'elevata fibra motivazionale che caratterizza il nostro gruppo, dote emersa con chiarezza fin dai primi allenamenti».
Si parla di una ripresa delle competizioni tra gennaio e marzo 2021: è una possibilità concreta?
«Finchè il contagio sarà presente in modo così significativo, ritengo che giocare sia impossibile: non solo in Terza, ma pure negli altri livelli del calcio dilettanti. È vero che i vaccini sembrano ormai alle porte, ma in ogni caso le tempistiche per un pieno ritorno alla normalità non saranno così brevi: ritengo che lo scenario più realistico sia quello di un annullamento della stagione in corso, per ripartire a settembre con l'annata 2021/22».
Non sarebbe possibile scendere in campo a primavera, magari con un protocollo sanitario più rigido?
«Le norme sanitarie vigenti sono già molto difficili da applicare: il Collagna ha fatto tutto ciò che si doveva, ma con notevoli sacrifici sotto ogni aspetto. Inoltre, nessun protocollo è in grado di proteggere al 100%: il calcio è uno sport di contatto, e quindi le occasioni per contrarre il virus durante le partite sarebbero sempre numerose. Del resto ci sono difficoltà in serie A, e dunque a maggior ragione ne abbiamo in Terza».
Dal punto di vista strettamente sportivo, la cancellazione dell'attuale campionato segnerebbe il tramonto delle vostre ambizioni: non trova?
«Fare calcio in montagna è sempre complicato, e inoltre si sapeva già da tempo che stavolta ci sarebbero state parecchie incognite supplementari causate dall'emergenza Covid. Il nostro obiettivo di partenza stava comunque nel disegnare una traiettoria di alta classifica, e i risultati ci stavano dando ragione: tuttavia, se l'annata non riprenderà più, intravedo fin da ora buone prospettive per affrontare la prossima stagione con la stessa grinta e le stesse qualità tecnico-agonistiche espresse a ottobre». —
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