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Montecchio non molla «Ci alleniamo all’aperto sperando di ripartire»

Riccardo Bellelli
Montecchio non molla «Ci alleniamo all’aperto sperando di ripartire»

L’allenatore Daniele Cavalieri prova ad essere ottimista «Test rapidi, mascherine sportive: la sicurezza è possibile» 

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/ MONTECCHIO

La Clevertech Montecchio non molla, e nonostante tutte le difficoltà l’allenatore Daniele Cavalieri sta cercando di continuare l’attività nel rispetto delle stringenti normative volte ad arginare la pandemia.

Coach come fate ad allenarvi con le palestre chiuse?

«Ci troviamo ancora al campetto la domenica mattina a 10 gradi per fare allenamenti di tecnica individuale. In estate ho seguito gli allenamenti della Sigeco Piacenza che faceva lavoro individuale all’aperto mantenendo tra i giocatori la distanza di sicurezza. Con il mio staff abbiamo preso spunto e creato altri esercizi. È bello vedere ragazzi e giocatori adulti che lasciano da parte certe menate e si sporcano le mani in un playground senza lamentarsi perché non c’è il parquet».

Cos’ha pensato quando ha letto del rinvio del campionato?

«Dopo due mesi di allenamento ci eravamo convinti di poter essere la mina vagante del campionato e ci sentivamo pronti a cominciare. Giusto però fermarsi, scendere in campo con una semplice autocertificazione non credo che tutelasse abbastanza dai rischi. Guardate cosa succede in serie A dove ci sono molti più controlli».

Come vivono i giocatori della sua squadra questo stop forzato?

«Oltre al danno fisico e tecnico dovuti al dover star fermi, c’è un danno a livello umano. Si andava in palestra la sera con piacere perché poi ci si fermava fuori a mangiare qualcosa in compagnia. Posso dire che sono soddisfatto perche sento di aver costruito a Montecchio quell’ambiente squadra-famiglia che tanto mi piace e che credo sia l’ideale per ottenere dei risultati allenando».

Ci crede in una ripartenza a gennaio?

«Voglio crederci e vorrei vedere una federazione attiva a propositiva. Ci sono i tamponi rapidi, si è iniziato a sperimentare le mascherine sportive. Con la salute non si scherza ma credo che ci siano i mezzi per poter provare a ripartire in ragionevole sicurezza. Per me ormai il risultato sportivo quest’anno è passato in secondo piano. La vittoria di tutti sarebbe rivedere i giocatori in palestra ad allenarsi e giocare».

Se non dovesse succedere, quali sarebbero i danni per i giovani atleti che stan perdendo quasi due stagioni?

«Nel nostro caso ci sarebbero under che diventerebbero over senza mai aver potuto giocare. Anche per i ragazzi che dalle giovanili sarebbero catapultati nei campionati senior senza la dovuta preparazione sarebbe un problema. Mi auguro che vengano congelate le annate per tutelarli. Noi dovremmo rifare praticamente la squadra il prossimo anno a causa del limite degli over presente in Emilia Romagna ma che in altre regioni manca».

Par di capire che lei non sia d’accordo con questa norma...

«La trovo una regola castrante per le società. Ci sono tanti giocatori esperti che potrebbero dare lustro ai nostri campionati e se un ragazzo è bravo, troverà spazio. Viceversa - conclude Cavalieri - sono convinto che un giocatore, lo spazio in una squadra se lo debba meritare sul campo e non grazie ad una norma». —

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