Reggio Emilia, oltre 200mila euro di indennizzi per le società fermate dal virus
Cinque linee di finanziamento previste nel nuovo bando pubblicato in questi giorni dalla Fondazione per lo sport
/ REGGIO EMILIA
Oltre duecentomila euro in contributi e indennizzi per rendere meno pesante il fardello che grava sulle società sportive. È quello che la Fondazione per lo Sport ha deciso di mettere sul piatto per aiutare lo sport di base a rialzarsi, quando sarà di nuovo possibile farlo in sicurezza.
Ammonta a 210mila euro complessivi il valore economico dell’avviso che la Fondazione ha pubblicato in questi giorni. Si tratta di contributi e indennizzi che l’ente erogatore ha distribuito su cinque diverse linee di contribuzione.
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SOCIETA’ FERMATE
Una parte considerevole dell’importo totale, 80mila euro costituisce la prima delle cinque linee di indennizzo. Sono, questi, indennizzi rivolti alle società sportive che, non svolgendo attività nel settore agonistico, sono state bloccate completamente dai divieti dei diversi Dpcm del governo.
IMPIANTI CHIUSI
Nelle scorse settimane, si ricorderà, la Fondazione per lo sport era finita all’indice per la decisione di chiudere alcuni dei suoi impianti dopo che questi erano risultati non essere a norma, anche alla luce delle disposizioni governative nella lotta alla pandemia. La Gazzetta si era occupata dei campi da calcio chiusi a Masone come quelli della Canalina, con il gestore costretto a “mendicare” spazi per gli allenamenti delle sue numerose squadre giovanili. Ebbene, per le società che si sono trovate in questa impasse, l’avviso della Fondazione prevede una linea di contribuzione per un ammontare complessivo di 40.000 euro.
RIMBORSO LAVORI
Una terza tranche di questi contributi, pari a 30.000 euro, è un riconoscimento che la Fondazione intende dare a quelle società che avendo in gestione impianti sportivi da mettere a norma (ad esempio in materia di normative antincendio). Invero non è un rimborso nel senso classico del termine (questo almeno si evince dall’avviso) ma le società sportive potranno comunque rientrare di una parte delle spese sostenute.
SPESE COVID
La quarta linea di indennizzo aperta dalla Fondazione è pari a un importo complessivo di 40mila euro. E va “a sostegno delle spese sostenute dalle associazioni sportive dilettantistiche per l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi” o “per acquisto di beni/attrezzature di igienizzazione/sanificazione, monitoraggi o e prevenzione del contagio”. Pensiamo ai dispenser con il liquido a base alcolica per le mani, o anche ai termoscanner portatili utilizzati all’ingresso in palestre o spogliatoi. E nel caso l’adozione di questi presidi abbia presupposto anche l’impiego di personale, anche le spese per questo personale possono essere oggetto di indennizzo. Nessun indennizzo invece per i dispositivi di prevenzione individuale, come le mascherine.
TEMPO PERSO
Invero che la Fondazione abbia preso tremendamente a cuore il momento di difficoltà delle società lo testimonia anche la particolarità della quinta linea di contribuzione. Si tratta di 20.000 euro che andranno a risarcire un particolare tipo di perdite. Perdite di... tempo. Il riferimento è a quelle ore di affitto delle palestre e degli impianti che, da quando sono in vigore le norme anti-Covid, diventano 45 minuti dovendo lasciare spazio alla sanificazione dei locali tra un utilizzo e l’altro . —
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