Reggiana a rapporto da Tosi e Alvini: «Faccia a faccia per voltare pagina»
Il tecnico ha convocato la squadra dopo la debacle di Lecce. Il direttore sportivo: «In certe gare va cambiato qualcosa»
REGGIO EMILIA. Una sconfitta che fa male, per il pesante passivo e per l’atteggiamento arrendevole visto in campo. Lecce-Reggiana, con il suo mortificante 7-1, ha lasciato delle scorie che non possono essere dimenticate in un battito di ciglia.
Prima di voltare pagina e di pensare alla sfida di domenica prossima con la Cremonese, il tecnico Massimiliano Alvini ha voluto incontrare ieri mattina i giocatori a Cavazzoli per analizzare a fondo la sconfitta.
«Ci siamo parlati a lungo - dice il direttore sportivo Doriano Tosi - in modo da poter ripartire da martedì con la mente sgombra e non dover tornare sulle stesse cose. Dobbiamo comunque sapere che di squadre forti come il Lecce ce ne sono altre in serie B».
Direttore Tosi, come si spiega il tracollo dello stadio “Via del Mare”?
«C’è poco da dire. Questa è una situazione che fa male a chi vuole bene alla Reggiana. Dobbiamo chiedere scusa, cancellare la sconfitta e rimetterci al lavoro per evitare che ricapiti. Anche se sappiamo che questa sconfitta resta comunque agli annali. Sapevano che per noi sarebbe stato un campionato difficile. Abbiamo giocatori che arrivano dalla D, che hanno fatto bene la C e sono in fase di crescita: non è che possono dominare e mettere sempre sotto gli avversari. Qualche volta dobbiamo mettere in conto che non possiamo farlo».
Cosa ha inciso sul risultato?
«Un insieme di cose. Dopo quattro minuti eravamo già sotto. Per come giochiamo noi quella era una partita difficile. Per noi è difficile cambiare modo di giocare. Ogni tanto abbiamo queste sbandate, era accaduto con il Carpi l’anno scorso e in amichevole con la Fiorentina in estate. C’è un mix di aspetti, dal rendimento di qualche singolo a qualche accorgimento tattico da fare».
Il Lecce è un rullo compressore in questo momento. È stato un errore volersela giocare a viso aperto? Questo è il dna della squadra, ma forse ogni tanto non bisognerebbe adeguarsi di più agli avversari?
«Noi abbiamo il nostro modo di stare in campo, vedremo in qualche gara quelli che sono gli accorgimenti da prendere. Del resto lo facciamo già, ad esempio quando siamo in vantaggio sappiamo tenere il risultato».
Il Lecce è davvero di un’altra categoria.
«Ha tre o quattro giocatori di serie A, che hanno velocità, resistenza, forza fisica e tecnica. Noi abbiamo giocatori che hanno queste caratteristiche ma non tutte insieme».
Che clima si respirava nell’incontro a Cavazzoli?
«Abbiamo una squadra di giocatori perbene. Erano tutti dispiaciuti. C’è stata una sana voglia di analizzare quello che è accaduto. È stato un confronto aperto dove ognuno ha detto la sua. Questi giocatori hanno grande amor proprio e ci tengono molto ad onorare la maglia. Per questo ci ha fatto piacere una cosa...».
Quale?
«Alcune persone da fuori ci hanno incoraggiato, hanno detto che ci vogliono bene. Il sostegno morale in questi momenti è importante».
Beh, diciamo che una contestazione sarebbe fuori luogo...
«Eh però ognuno ha la sua opinione, magari chi era lì poteva dire qualcosa di diverso».
Adesso cosa si fa?
«Si riparte cercando di mettere da parte questa sconfitta e trarne gli insegnamenti del caso. Questa stagione sarà durissima e lo abbiamo sempre saputo. Mettersi dietro cinque squadre non è una cosa semplice. Ci saranno altre sconfitte ma dobbiamo fare in modo che quello di Lecce resti un evento del tutto straordinario». —
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