Donelli, in sella da 24 anni ora vuole dedicarsi ai giovani «Insegnerò loro a vincere»
Il campione di enduro, a 29 anni, può vantare numerosi successi in ambito regionale e nazionale, ma ora è pronto a nuove sfide
L’INTERVISTA
ALDO SPADONI
Il 29enne Silvio Donelli anni 29 è uno dei più apprezzati piloti di enduro a livello regionale e nazionale, residente a Viano da sempre dove la sua famiglia ha oltre che le sue storiche radici anche un'avviata attività lavorativa dagli anni '90, la “DES di Donelli” che si occupa di allestimenti e campionature per sale mostre e fiere inerenti al settore ceramico. Oltre che imprenditore, Donelli ha una grande passione, quella della moto da enduro.
Dal 2016 è oltre che pilota, Donelli è anche un socio fondatore del Moto Club Regnano.
Quando si e avvicinato all'enduro?
«Mio padre era un grande appassionato, le moto in garage erano sempre numerose e a un certo punto non poteva mancare la mia. Così, ho iniziato a salire in sella che avevo appena 5 anni, girando nei boschi intorno a casa, ma solo a 16 ho iniziato a gareggiare».
Quali altri sport ha praticato in passato?
«Ho dedicato la maggior parte del tempo libero alla moto, ma ho anche giocato a calcio per diversi anni nella Vianese, ma le emozioni e l’adrenalina che mi trasmettono le competizioni sono ineguagliabili, questa passione da sempre è stata una valvola di sfogo efficace, soprattutto per superare i periodi difficili che nella vita si presentano».
Lei ha già alle spalle diversi anni di carriera. Qual è il suo palmares?
«Ho vinto due campionati regionali, un Trofeo Monomarca Ktm, ma la vittoria più bella in assoluto è stata quella ottenuta nel “Memorial Angelo Cavandoli” a Febbio».
C’è un consiglio che può dare ai giovani che vogliono avvicinarsi a questa disciplina?
«Non è facile trovare giovani che iniziano a fare gare di enduro, è uno sport che richiede grossi sacrifici economici e tanto tempo per allenarsi, le limitazioni sul nostro territorio ci obbligano poi ad avere rispetto per l’ambiente e abbiamo sempre meno zone per allenarci».
A parte il discorso economico che comunque non è certo secondario, cosa occorre per rendere più popolare questo sport?
«Più che i giovani, devono essere la Federazione e i Moto club ad incentivare a provare il nostro sport che spesso ha poca visibilità e bisogna cercare di promuoverlo nel migliore dei modi».
Quali sono i suoi programmi futuri ?
«Le idee sono tante, in primis continuerò a gareggiare, quindi con il presidente del Moto Club Regnano Luca Vezzosi e il vice presidente Gianluca Ferri vogliamo far disputare ai giovani piloti gare importanti, per farli crescere come piloti e accrescere la loro esperienza».
Sembra di capire che voglia mettere al servizio dei più giovani la sua esperienza di pilota. È così?
«È così. E in realtà si tratta di una strada che ho in parte già intrapreso. Nel 2019, infatti, ho iniziato un progetto con la federazione, dove sono diventato istruttore delle tecniche di guida del fuoristrada “Itgf” e mi piacerebbe continuare il percorso per diventare tecnico sportivo federale». —
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