Martino: "A Pesaro si sono visti i postumi del Covid che ha colpito la Unahotels"
Il coach biancorosso imputa alla scarsa energia la caduta nel posticipo
REGGIO EMILIA. La Unahotels si lecca le ferite. La partita di Pesaro arrivata dopo un mese dall’ultima gara giocata ha mostrato un team in affanno, ben lontano per tenuta atletica e mentale dalla tonica formazione che all’Unipol Arena aveva piegato a Brescia, la sera del 24 ottobre scorso.
«È chiaro - ha spiegato il coach Antimo Martino - che per noi questa era una partita molto particolare, prima di analizzarla tecnicamente debbo fare una piccola premessa: devo ringraziare la società e i ragazzi perché venivamo da un periodo non semplice. Siamo stati isolati per più di venti giorni, ciascuno nella propria casa, e la società è stata vicina ai ragazzi. Siamo sempre rimasti in contatto con loro. Essere ritornati in palestra e aver giocato a Pesaro, al di là della sconfitta, per noi è motivo di grande gioia. È logico che ci sarebbe piaciuto tornare in campo, conciliando questa ripresa con una vittoria».
«Faccio i complimenti a Pesaro - ha tenuto a specificare l’allenatore biancorosso - perché ha meritato di vincere la partita. Ha giocato una gara con più attenzione e più energia. Di fronte avevamo una squadra forte che anche contro di noi ha dimostrato il proprio valore. Noi onestamente ci abbiamo provato, più con la voglia e con il desiderio nel primo tempo e anche nel terzo quarto, in quanto dopo un inizio terribile siamo ritornati a -4 e abbiamo chiuso il periodo sul -6. Poi nell’ultimo quarto di gioco sono venuti fuori i venti giorni senza allenarsi. Sono venuti fuori i postumi di un virus che ci ha colpiti tutti in una forma molto aggressiva. Questo non dobbiamo dimenticarlo. Per questo accettiamo il risultato».
Da quanto visto il forzato stop ha influito moltissimo in negativo sulla prestazione dei biancorossi, crollati violentemente nella seconda parte della gara.
«Ci sono stati tantissimi tiri di buona qualità, corti. C’è un 61% ai tiri liberi inusuale per noi. Ci sono tanti episodi di palle vacanti su cui siamo arrivati in ritardo, rimbalzi controllati che ci sono sfuggiti. Ci sono state tante situazioni dove l’inerzia e l’energia è venuta a mancare. Tutto ciò è la conseguenza di una squadra che in pochi giorni ha provato a preparare questa partita. L’abbiamo fatto rispettando i ragazzi, perché per tre giorni abbiamo lavorato solo dal punto di vista atletico. Ci sembrava infatti giusto rimetterli nelle condizioni di lavorare - ha ammesso Martino -. Logicamente siamo dispiaciuti per la sconfitta, ma l’aver dato minuti a tutti, aver evitato infortuni è per noi un aspetto molto importante. Adesso però dobbiamo guardare avanti».
Il campionato ora si ferma fino a inizio dicembre per consentire l’attività delle squadre nazionali e mai pausa è stata così provvidenziale per la Pallacanestro Reggiana.
«Per noi la trasferta a Pesaro è un primo step - ha quindi concluso il coach - la partita ci ha dato anche dei contenuti su cui lavorare con fiducia. Adesso abbiamo dieci giorni per preparare quella che per noi è una seconda fase del campionato. Continueremo a lavorare con la stessa voglia, con lo stesso entusiasmo e con la stessa attenzione, così come abbiamo fatto dopo le vittorie precedenti».
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