«In migliaia su Youtube per tifare la Conad Il pubblico ci è vicino anche a porte chiuse»
Volley serie A2, il capitano Andrea Ippolito dopo la vittoria con Brescia: «Sentiamo il calore dei tifosi anche a distanza»
il protagonista
Francesca Manini
Una corsa a ostacoli che ha registrato il primo tempo sul giro soltanto alla sesta giornata, nell’anticipo di sabato vinto a Brescia, una corsa che, assicura il capitano Andrea Ippolito, regalerà presto altre emozioni ai tanti tifosi – sempre di più - che seguono la Conad Volley Tricolore. Sono quasi 2.900 infatti le visualizzazioni dello 0-3 registrato al pala San Filippo sul canale YouTube di Legavolley e promettono di essere almeno altrettante per la sfida tra l’A2 reggiana e la Synergy Mondovì in programma per le 18 di domenica tra le mura amiche.
Capitano, la distanza non ferma la fame di volley.
«Non avremo mai riempito il Bigi ma il calore del pubblico reggiano non è mai mancato, al mio quarto anno qui posso dirlo con certezza, ma è vero anche che in questa situazione il pubblico a porte chiuse ci è paradossalmente ancora più vicino. Sentiamo una grande responsabilità verso chi ci segue, per questo non vediamo l’ora di scendere in campo domenica per confermarci».
I punti ora sono quattro in cinque gare contro un solo punto di Mondovì che ha giocato però soltanto tre volte.
«Quest’anno va così, è una stagione strana e imprevedibile, purtroppo per loro hanno avuto tante difficoltà con diverse positività al Covid che hanno richiesto tempo per negativizzarsi. Ora però sono pronti a riscattarsi con attaccanti di rilievo che non vedono l’ora di liberare il braccio, starà a noi neutralizzarli pensando prima di tutto al nostro gioco».
È questa l’ottica giusta?
«È quella dettata dal coach Mastrangelo e che condivido a pieno: dobbiamo essere noi a dettare le regole mettendo pressione all’avversario fin dalla battuta. Per fortuna la classifica è ancora corta e possiamo risalirla nonostante le prime quattro sconfitte: è un campionato di alto livello in cui le squadre si equivalgono rubandosi punti a vicenda, sta noi approfittarne ora che abbiamo trovato la giusta alchimia».
Lo 0-3 inferto a Brescia è stato da incorniciare.
«È stata una grande soddisfazione e ce la meritavamo tutta, arrivata dopo la brutta figura contro Cantù che ancora fatichiamo a spiegarci. Avevamo lavorato bene in settimana ma in campo non siamo riusciti ad esprimere nulla di quello che avevamo preparato: il periodo di incertezza che stiamo vivendo non è un alibi ma sicuramente a livello psicologico incide».
A Brescia Ippolito è stato il migliore della partita, 16 punti in tre set dominati.
«Contro Cantù mi ero innervosito, registrando una prestazione davvero opaca, quindi non vedevo l’ora di rifarmi sul campo: sentivo di dover dare qualcosa in più anche perché, avendo 35 anni ed essendo tra i giocatori più grandi della squadra, come gli altri so di dover dare l’esempio ai più giovani che di entusiasmo ne hanno da vendere».
Dopo le due positività riscontrate nel gruppo, siete di nuovo al completo.
«Sì, ora abbiamo recuperato a pieno anche Bellei e Maiocchi, così come nell’ultima giornata si è espresso a pieno Ristic. È un giovane di talento e di potenza, siamo felici di avergli dato finalmente il benvenuto».
Così in banda siete in quattro per due posti: ogni domenica si litiga lo spazio con Loglisci, Maiocchi e Ristic.
«Benvenga la concorrenza, che è sempre di grande stimolo e motivazione, soprattutto quando c’è un coach come Mastrangelo che sa orchestrare bene i suoi giocatori. E’ una garanzia, sa dosare le forze di tutti alternando bene le diverse caratteristiche di ognuno di noi: stiamo lavorando tanto e bene e speriamo di continuare a dimostrarlo, che non vuol dire vincere tutte le partite ma bensì sapere che noi siamo quelli di Brescia, non di Cantù».
E il seguito cresce.
«Sì, le visualizzazioni online e i messaggi che riceviamo dopo le partite lo dimostrano. È una vittoria che dedichiamo alle tante persone che credono in questa squadra restando sempre al nostro fianco: ora non resta che rimanere con i piedi per terra e lavorare sodo per restare un scia». —
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