«Devastante per le società anche l’Inps per i giocatori»
L’INTERVISTA
NicolÒ Rinaldi
«Il vincolo sportivo? Fosse per me, non lo cancellerei: la sua abolizione rischia infatti di penalizzare non soltanto noi, ma anche tante altre realtà del calcio dilettantistico».
A parlare è Massimo Tirabassi: il presidente e dg della Falkgalileo mette in guardia dalle conseguenze che possono emergere dal recente decreto che riguarda la riforma dello sport. «Il vincolo è una rilevante forma di tutela per i club che lavorano con impegno nel formare bambini e ragazzi. Al tempo stesso le società di Eccellenza, Promozione e Prima hanno sempre l'obbligo di schierare una quota di Under durante ciascun incontro: di conseguenza, se il vincolo dovesse venir meno, i settori giovanili potrebbero essere presi d'assalto privando chi li gestisce di un giusto riconoscimento. E' vero che nel decreto si accenna a un "premio di preparazione" per le società. Per questo mi auguro che la riforma sia profondamente migliorata».
Anche perché, quello del vincolo sportivo non è l’unico motivo di preoccupazione. «La parte del testo di legge che riguarda le novità fiscali - sottolinea Tirabassi - mi preoccupa ancora di più: con l'iscrizione dei giocatori dilettanti alla gestione separata Inps, i club saranno caricati di ulteriori oneri economici tutt'altro che semplici da sostenere».
La Falkgalileo disputa la Prima Categoria, e dunque è direttamente coinvolta dalla norma che impone l'impiego in campo degli Under: «In questo caso, ritengo che si tratti di una regola da mantenere - osserva Massimo Tirabassi - Se fosse cancellata, le squadre con obiettivi di rilievo finirebbero per puntare solo e unicamente sui giocatori più esperti: così i giovani ne risulterebbero demotivati, e probabilmente in tanti lascerebbero il calcio già a 18-19 anni. La Falkgalileo comunque continuerà a puntare sui suoi giovani, indipendentemente dai regolamenti federali». —
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