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Il dg della Cremonese Braida «La Reggiana vorrà subito rifarsi»

luigi cocconcelli
Il dg della Cremonese Braida «La Reggiana vorrà subito rifarsi»

Il dirigente, dopo i fasti di Milan e Barcellona, è tornato in scena con la società grigiorossa 

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l’intervista

luigi cocconcelli

La passione, la voglia di fare qualcosa che lo gratifichi soprattutto a livello mentale. Il direttore generale Ariedo Braida motiva così la decisione di rimettersi in gioco, a 72 anni, in una società di provincia, lui che dopo i fasti di Milan e Barcellona poteva godersi la pensione o cercar squadre più prestigiose.

«Guardi- chiarisce subito - che per me come è strutturata, per il presidente che ha, la Cremonese è una piccola grande società. Sono arrivato con lo stesso entusiasmo di quando operavo per il Milan e con grande umiltà, perché in giro c’è sempre uno più bravo di te».

La Reggiana è reduce dalla scoppola di Lecce, la Cremonese dalla sconfitta di Salerno in cui ha tenuto in mano il pallino, ha soverchiato gli avversari sul piano del gioco, costruito e visto vanificare una miriade di palle gol. Una situazione che per una squadra come quella grigiorossa, ancora alla ricerca della prima vittoria, può lasciare scorie psicologiche.

Una delle chiavi del match di domenica può stare in chi saprà meglio reagire sotto il profilo mentale?

«Il calcio è un fatto mentale, di testa. I muscoli rispondono al cervello. Perdi di misura e ti attacchi agli episodi. Le buschi di brutto e la volta dopo stai più attento, scendi in campo maggiormente concentrato, analizzi meglio il perché ed il per come. Quindi mi aspetto una Reggiana sul pezzo e con tanta voglia di rifarsi”.

La Cremonese a Salerno ha cambiato modulo…

«Sì, Bisoli si è messo con 3-5-2: sul piano della prestazione la risposta è stata positiva, penso che insisterà».

A proposito di Bisoli, si parla di panchina rischio, di Reggio come ultima sua prova d’appello, penso che smentirà…

«Certamente, ma non perché vuole la prassi, ma perché non abbiamo mai pensato ad un cambio, io tanto meno, visto che sono qua da poco. Sono arrivato la settimana scorsa, ho visto 3 allenamenti, poi siamo partiti per Salerno».

I numeri sembrerebbero indicare nella fase offensiva il tallone d’Achille grigiorosso, concorda?

«A giudicare da Salerno è vero che abbiamo costruito tanto e concretizzato poco. Ti può capitare di vincere capitalizzando al meglio poche opportunità, ma per come vedo io il calcio di solito il gioco paga, più occasioni crei ed in proporzione aumentano le possibilità di andare a rete».

Domenica saranno decisivi gli episodi?

«Come quasi sempre in serie B sono quelli a fare la differenza, se crei molto e non concretizzi, ad esempio, o se hai l’abilità e la fortuna di capitalizzare i pochi, questo è un campionato difficile, raramente c’è chi domina. Due risultati e sei lassù e un paio di partite negative scivoli in retrovia».

La Cremonese con quali obiettivi è stata costruita?

«Alt, io posso parlare da quando sono qua, a me la società non ha chiesto nulla, se non attraverso la mia esperienza di risollevare le sorti, che vuol dire guadagnare posizioni in classifica. Prima portiamoci in zona di relativa tranquillità e poi accetterò di discutere di altri traguardi».

La Reggiana di Max Alvini la conosce?

«L’ho vista in televisione, abbiamo relazioni che ci parlano di una squadra di categoria, che gioca con una certa spensieratezza, il che nel calcio è importante, con alcuni buoni giocatori, che sta alta, pericolosa perché tiene sempre in avanti almeno 2 giocatori». —

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