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Correggese, Lancetti avverte «La sfida è essere pronti dopo uno stop di 50 giorni»

MARA BIANCHINI
Correggese, Lancetti avverte «La sfida è essere pronti dopo uno stop di 50 giorni»

Il direttore sportivo dei biancorossi sulla gara del 6 dicembre a Forlì «Decisivi il fattore psicologico e la capacità di restare concentrati» 

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L’INTERVISTA

MARA BIANCHINI

È davvero grande l’attesa in casa Correggese per il ritorno sul rettangolo di gioco. La formazione allenata da Mattia Gori dovrà attendere però fino al 6 dicembre quando dovrebbe, il condizionale in questa situazione è d’obbligo, riprendere il campionato di serie D. Per la Correggese si riprenderà con la trasferta di Forlì. Tra coloro che seguono da vicino il graduale ritorno alla normalità per la squadra di mister Mattia Gori, c’è il direttore sportivo biancorosso, Marco Lancetti.

Lancetti, tornerete in campo dopo ben 50 giorni di stop forzato.

«Non sarà facile – spiega il ds – perché in questo periodo ci siamo allenati a singhiozzo e mai con continuità. Abbiamo infatti fatto un periodo di stop dove non siamo mai scesi in campo poi allenamenti differenziati ed ora speriamo di riuscire ad allenarci tutti insieme».

Cosa la preoccupa maggiormente di questa trasferta?

«Il fattore psicologico perché incontreremo una squadra sulla carta forte, un Forlì che nelle ultime settimane si è mosso sul mercato inserendo giocatori di serie C. Rimanere concentrati dopo un periodo di stop così lungo potrebbe essere difficile poi magari mi sbaglio ma potrebbe accadere. Dico anche che per assurdo potrebbe essere un vantaggio misurarsi con una squadra forte ma dipenderà tutto da come approcceremo l’avversario e da come mentalmente scenderemo in campo e questo fino al 6 non lo potremo sapere».

Questo periodo non vi ha agevolato nel recupero degli infortunati?

«Non proprio. Nel senso che Roma sarebbe stato a disposizione già dalla partita successiva mentre ne avremo diversi fermi per altri motivi. Non so se ci ha proprio agevolati».

Secondo lei questi continui rinvii falseranno il campionato?

«Sì e in un certo senso lo hanno già falsato. Noi ad esempio siamo la squadra che in tutta la serie D ha giocato meno partite e quando inizieremo a giocare e a recuperarle dovremo giocare ogni giorno. Poi dopo tre partite eravamo primi in classifica mentre ora siamo a metà l’approccio all’avversario sarà diverso».

Il nuovo protocollo potrebbe aiutarvi?

«Si è deciso di andare avanti e bisogna farlo con delle regole precise. Il nuovo protocollo va studiato e guardato in ogni sua postilla perché evitare di sbagliare. Senza contare che un nuovo protocollo vorrà dire altre regole che potrebbero portare anche ad un esborso finanziario non indifferente per le società. I tamponi rapidi avranno un costo e bisognerà vedere chi sarà in grado di sostenerlo oppure no».

Infine come vede la situazione in generale?

«È una situazione difficile nella quale bisogna attenersi alle regole. Sicuramente un campionato diverso dai soliti e speriamo unico. Sono positivo perché i contagi stanno diminuendo e speriamo esca presto un vaccino. Tornare alla normalità sarebbe importante per tutti». —

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