Elegar: «Ci aspettano due mesi stimolanti»
L’esperto centro biancorosso è pronto a prendere per mano la Unahotels a cominciare dal match con Treviso
/ REGGIO EMILIA
La voce del leader. Frank Elegar è uno dei giocatori più carismatici della Unahotels 2020-2021, sia per l’età (il centro nativo di New York compirà proprio giovedì 34 anni) sia per la lunga esperienza nel vecchio continente; in un fine settimana senza serie A complici gli impegni della Nazionale, il lungo invita squadra e tifosi alla compattezza, in vista di due mesi intensi e che potrebbero risultare decisivi per le ambizioni biancorosse.
Elegar, avete sfruttato la settimana di sosta per ricaricare le batterie. È stato utile il test con Torino?
«Sono stati giorni intensi perché abbiamo utilizzato la pausa dal campionato per rimetterci in forma, alternando la parte tecnica a quella atletica con il preparatore. In tal senso lo scrimmage in via Cassala con Torino è stato positivo perché ci ha permesso di ritrovare quel ritmo partita che inevitabilmente avevamo un po' smarrito a causa del lungo stop».
Giovedì inizia un tour de force: quale sarà il segreto per affrontare così tante partite ravvicinate?
«Ci aspettano due mesi stimolanti. Alcuni componenti della squadra non hanno mai avuto la possibilità di giocare due partite a settimana, cosa che invece ho fatto diverse volte nella mia carriera disputando le coppe europee. È molto importante sfruttare i giorni in cui non si gioca per riposare mantenendo comunque alto il livello di concentrazione. Dobbiamo farci trovare pronti per questa serie di sfide».
Con Cham fuori uso e Johnson ancora lontano dalla forma migliore, il ruolo di Diouf acquista ancora più importanza. Quali sono le sue potenzialità?
«Momo ha potenzialità illimitate. È infatti un atleta che può giocare sia da ala piccola che da ala grande piuttosto che da centro: ha già fatto vedere di poter fare diverse cose su un campo da basket ed in questo periodo mi sta chiedendo diversi consigli: questo mi fa molto piacere, perché significa che vuole migliorare anche nelle letture di gioco, aspetto importante come quello fisico».
È un campionato italiano diverso rispetto a quello della sua precedente esperienza con Milano?
«È difficile fare un paragone, perché allora c’erano diversi club di vertice che oggi sono un po' più indietro ed invece altre realtà che sono emerse. Questo torneo ha grandi campioni del calibro di Rodriguez, Teodosic, Hines e Belinelli, ma anche giovani interessanti».
Qual è il rapporto con il club e come si trova in città?
«I dirigenti di Pallacanestro Reggiana sono sempre presenti, dimostrando grande professionalità e facendoti sentire parte di una grande famiglia; a causa delle limitazioni derivate dalla seconda ondata purtroppo non sono ancora riuscito ad esplorare Reggio Emilia come avrei voluto, ma lo farò non appena sarà possibile».
Cosa si sente di dire ai tifosi biancorossi?
«La speranza è quella di tornare al più presto a riempire i palazzetti, riacquistando un po' di normalità. Nel frattempo noi stiamo lottando per rappresentare al meglio questi colori e questa società in Italia ed anche in Europa, quando inizierà la coppa». —
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