Avio Paganini: «La Self non si è mai fermata e batterà anche il virus
Il presidente della società traccia un bilancio dell’annata «Il bisogno di spazi aperti ha fatto aumentare gli iscritti»
/ REGGIO EMILIA
Avio Paganini, un passato da ottimo mezzofondista, è lo storico presidente della Self Montanari & Gruzza, che traccia il bilancio dell'annata sportiva appena trascorsa, parlando delle tante difficoltà trovate e dei progetti futuri.
Qual è il bilancio della stagione della Self in questa annata?
«In questo anno, abbiamo fatto i conti con tutta la fragilità del nostro piccolo mondo, ma abbiamo anche capito quali siano i valori veri della nostra esistenza. In tutto questo la Self ha continuato a lavorare, ad allenare, a gestire i due campi di atletica leggera di Reggio Emila e Correggio. Il primo lockdown è stato decisamente difficile da affrontare, con tutti gli impianti chiusi, ma non ci siamo persi d’animo: sono stati organizzati gruppi di lavori via web, sfruttando gli spazi e le attrezzature disponibili nelle proprie case, cortili e prati, condividendo su piattaforme di comunicazione comuni, fatiche e soprattutto sorrisi, costruendo ostacoli, pesi e blocchi di partenza con tutto quello che era disponibile e in un qualche modo trasformabile».
Poi gli impianti hanno riaperto....
«E lì come società abbiamo dovuto affrontare la gestione degli stessi impianti in ottemperanza ai rigidi Protocolli Covid, inizialmente riservando l’ingresso agli atleti più “meritevoli” secondo parametri oggettivi, contemporaneamente creando percorsi obbligati con l’igienizzazione di tutti gli attrezzi e impianti utilizzati, insomma un ginepraio di regole e pratiche che hanno limitato tutta l'attività».
Però mancavano le gare...
«Quando dagli allenamenti virtuali siamo potuti passare a quelli reali al campo, erano però già state annullate la maggior parte delle gare di atletica leggera a livello regionale e nazionale Così la Fidal ha trovavo poi l’escamotage di organizzare dei Tac (test di allenamenti certificati) rigorosamente a porte chiuse che, in un qualche modo hanno sopperito alla carenza di gare per tutti gli atleti. Ma un’altra delle difficoltà incontrate in questi mesi è stata quella di riusci re a districarci tra le regolamenti e normative contrastanti in cui però, a rischiare in prima persona sarebbero stati i dirigenti volontari della società».
Con gli impianti aperti vi siete fatti conoscere alla città...
«In effetti abbiamo registrato un forte aumento di iscritti ai centri di avviamento allo sport. La chiusura di palestre, piscine e strutture sportive al chiuso ha comportato un travaso di persone alla ricerca di spazio per le attività all’aperto. E per questo da diversi mesi, centinaia di bambini riempiono giornalmente i campi di Reggio e Correggio, creando ottime opportunità di ulteriore crescita della società nei prossimi anni. Il Covid-19 ha costretto tutti ad un modo diverso di praticare lo sport, privilegiando quello individuale e all’aperto. Il virus continuerà a circolare e a condizionare le normali attività sportive e non solo. E noi dovremo continuare ad assumere tutte le cautele necessarie alla tutela dei nostri atleti. Prolungheremo lo stato di parziale limitazione di quelle libertà e relative abitudini che per tutti noi rappresentavano la normalità: è l’unico modo per convivere con questo virus».
Quando inizierete la stagione e quali saranno i vostri obiettivi futuri?
«Nonostante tutto, il palmares degli atleti della Self Atletica Montanari & Gruzza si è arricchito di ottimi risultati e record ottenuti sia a livello individuale sia nell’ambito dei Campionati di Società, segno positivo di una crescita in termini sia numerici, con 500 atleti tesserati in ogni specialità e categoria, iniziata ben 32 anni fa e lungi dall’essersi esaurita». —
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