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L’avvocato di Assodilettanti 

Daniela Ferretti: «Solo in Italia esiste un vincolo così lungo»

NICOLO’ VALLI
Daniela Ferretti: «Solo in Italia esiste un vincolo così lungo»

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L’INTERVISTA

NICOLO’ VALLI

L’altro lato della medaglia, nel dibattito in seguito alla bozza emanata dal governo per la riforma dello sport, sono i giocatori. I club sono infatti sul piede di guerra per l’abolizione del vincolo sportivo che andrebbe a ridurre notevolmente gli introiti, ma con l’approvazione della norma gli atleti verrebbero aggiunti all’elenco Inps ottenendo dunque più diritti professionali.

È quello che sostiene anche Daniela Ferretti, avvocato, tra i fondatori - assieme a un gruppo di altri professionisti - Assodilettanti che ha lo scopo di tutelare i diritti dei calciatori non professionisti: «Chiaramente noi abbiamo una posizione diversa da quella delle società- chiarisce Ferretti- ma non è vero che questa riforma penalizza i club: i nostri assistiti sono ben felici di questo cambio netto, anche perché siamo l’unico paese in Europa con un vincolo così lungo. Lo sport è salute e per un giocatore essere legato così tanto ad una società è penalizzante con il rischio che alcuni di loro, impossibilitati a cambiare casacca, smettano di giocare; i team non incasserebbero più i soldi derivanti dal vincolo, ma avrebbero altre agevolazioni non indifferenti che forse sono sfuggiti ai più».

E l’avvocato passa quindi ad elencare gli aspetti legislativi non ancora evidenziati, a partire dalla distribuzione degli utili sino al 50% sino ad arrivare alla possibilità di investire in attività commerciali.

«Partiamo dal presupposto che non c’è ancora nulla di definitivo- continua l’avvocato Ferretti - in quanto è stato avviato un iter di modifica che deve essere poi approvato dalla Commissione e ratificato; quando intendo che le società non sono state abbandonate mi riferisco alle diverse forme di sostegno economico, a partire dal premio di formazione esteso alle Associazioni o società sportive dilettantistiche che, negli anni, hanno formato il ragazzo; non più dunque solo quelle che l’hanno lanciato nel professionismo ma tutte, con criteri che stabilirà la Figc. In secondo luogo sarà concesso una distribuzione degli utili sino al 50%, che favorirà nuovi investitori nel mondo del calcio. Infine la possibilità di sviluppare anche marketing esterno all’aspetto tecnico, a patto che rimanga comunque prevalente l’ambito sportivo».

Un passaggio importante, quello sottolineato dall’avvocato, che sottolinea le potenzialità e non i solo i limiti di questa riforma che peraltro in parte riprende i tentativi della politica rimasti in questo ambito, inattuati. Rimane invece caldo il discorso sulla contrattualizzazione dei collaboratori, che otterrebbero più diritti ma inevitabilmente costringerebbero le società ad uno sforzo maggiore in ambito economico.

In particolare, proprio su questo tema, conferma Daniela Ferretti, la partita è ancora tutta da giocare: «Non nascondo il fatto che potranno anche nascere dei contenziosi, in quanto le società sportive spingeranno per continuare a mantenere in vita i contratti di collaborazione, mentre i tesserati vedrebbero in questo nuovo regolamento un modo per aumentare le proprie tutele in termini contributivi. Ritengo comunque- chiude la consigliera del direttivo di Assodilettanti- che nei termini previsti dalla Legge Delega si sia cercato di fare un buon lavoro per cambiare le carte in tavola, riconoscendo ai nostri assistiti una libertà decisionale più ampia». —

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