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«Il vincolo sportivo resti dalla Juniores in su Altrimenti sono guai»

Nicolò Rinaldi
«Il vincolo sportivo resti dalla Juniores in su Altrimenti sono guai»

Mario Tavaglione, dirigente della Tricolore Reggiana «Fino agli Allievi si può abolire in cambio di un premio» 

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Reggio Emilia

Il dibattito che riguarda l’abolizione del vincolo sportivo è sempre più vivace.

Con le norme attuali, i giocatori al di sotto del 25° anno di età possono cambiare squadra solo con la liberatoria da parte del club di provenienza: stando invece alle nuove regole, dal luglio 2022 tutti si svincoleranno automaticamente al termine della stagione senza dover chiedere autorizzazioni.



«Quando si parla di vincolo sportivo, credo che serva una distinzione in base alle categorie - commenta Mario Tavaglione, ex giocatore professionista e oggi dirigente della Tricolore Reggiana - A livello giovanile, fino agli Allievi, sono d’accordo con l’abrogazione: così come è stata concepita, questo cambiamento risolverebbe parecchi problemi senza però lasciare a bocca asciutta le società. Infatti, il testo emesso dal governo prevede pure un premio di preparazione per i club che crescono giovani talenti: ritengo che si tratti della strada giusta, anche se poi questo ristoro economico andrà stabilito in modo esatto e congruo. Diverso è invece il discorso per gli adulti, dalla Juniores in su - prosegue Tavaglione - In questo caso sarebbe necessario che il vincolo rimanesse fino a 25 anni, perché una sua cancellazione metterebbe in serio pericolo la sopravvivenza di parecchie realtà dilettantistiche».



Il consigliere della Tricolore Reggiana si sofferma poi su un altro tema di stretta attualità: le squadre di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria devono schierare una quota di Under in ogni partita, e si tratta di un’imposizione che molti addetti ai lavori vorrebbero eliminare.

«Mi associo pienamente a chi propone di cancellare tale regola - afferma il dirigente Mario Tavaglione - Finché rimarrà l’obbligo di far giocare gli Under, le società continueranno a scegliere i ragazzi basandosi anche sull’anno di nascita: non di rado, in estate si assiste a vere corse all’accaparramento che a kmio avviso andrebbero evitate. Il merito e il talento dei ragazzi devono tornare a essere i soli criteri-guida nella scelta dei giovani da impiegare in campo. Su questo non ho dubbi». —



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