Mister Pavesi riparte dal Suzzara «Spero si riprenda a primavera»
L’ex allenatore di Riese e Casalgrandese approda in Lombardia
L’INTERVISTA
Dopo un anno e mezzo di assenza dai palcoscenici agonistici, Davide Pavesi torna in pista: «Sono il nuovo allenatore del Suzzara, nella Prima Categoria mantovana - conferma e spiega il diretto interessato - La dirigenza mi ha scelto per prendere il posto di Alessandro Mutti, dimissionario a causa di motivi personali».
Lei ha guidato la Riese dal 2015 al 2017, nel campionato di Promozione: che ricordo ha di quell’esperienza?
«I ricordi migliori riguardano la mia prima stagione in rossonero. Pur essendo subentrato soltanto a novembre, sono ugualmente riuscito a costruire una traiettoria davvero apprezzabile insieme all'intera squadra: ci siamo attestati su un tranquillo e onorevole centro classifica. Oggi la Riese gioca nella stessa categoria, e ritengo che l’organico di mister Nazzani potrà benissimo dire la propria nei piani medio-alti».
Durante la primavera 2019, lei ha quindi condotto la Casalgrandese a conquistare un’avventurosa salvezza sempre in Promozione: come è stato possibile?
«Il traguardo è arrivato senza play out: un piccolo miracolo sportivo, che poco prima del mio arrivo era considerato quasi impensabile. A seguire, la Casalgrandese ha fatto altre scelte come società: io speravo che quel risultato potesse comunque portarmi ad avere una nuova esperienza almeno in Promozione, ma così non è stato».
Adesso la Prima le va un po’ stretta?
«Pensavo di sì, però tutto è cambiato quando un club di blasone e prestigio come il Suzzara ha preso contatto con me. Peraltro, nel mantovano il calcio dilettanti ha ancora un seguito che in Emilia è sempre più raro da trovare: fino a febbraio le partite erano seguite da un pubblico molto nutrito, che raggiungeva persino le 400 persone. A livello di obiettivi, la dirigenza mi ha chiesto quantomeno i play off».
A proposito: quale futuro intravede per questa stagione agonistica?
«Confido in una ripresa entro la primavera, giocando andata e ritorno: se necessario, io non vedrei problemi nel giocare fino a luglio inoltrato».
In questi giorni si discute parecchio in merito a due temi: l’abolizione del vincolo sportivo e la cancellazione della norma che impone di schierare una quota di Under nei campionati di Eccellenza, Promozione e Prima. Lei che ne pensa?
«Rimuovere il vincolo sportivo sarebbe un danno enorme per le società. Il decreto prevede un nuovo premio di formazione per risolvere il problema: in questo caso potrei essere d’accordo, ma prima bisognerebbe conoscere con precisione l’entità del ristoro. Quanto all'obbligo dei giovani, è una norma che io abrogherei subito: stiamo parlando di una regola che non esiste in nessun altro sport, e qualcosa vorrà pur dire. I ragazzi devono emergere su base meritocratica, e non per l'età che hanno». —
N. R.
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