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Il ds Pederini: «Il mercato? Assurdo cedere qualcuno adesso»

N. R.

Prima Categoria. Il dirigente si sbottona sul futuro del Boca Barco «Irrispettoso allontanare qualcuno dopo solo quattro partite» 

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l’intervista

Martedì ha avuto inizio il mercato invernale del calcio dilettanti, che ovviamente coinvolge anche la Prima Categoria. «Per il momento, non abbiamo intenzione di effettuare correttivi all’interno dell’organico - spiega Pierluigi Pederini, ds del Boca Barco - Fin qui siamo riusciti a disputare soltanto tre partite ottenendo 4 punti, e sono numeri che non bastano per ipotizzare aggiustamenti: in questa fase, pensare di allontanare uno o più giocatori sarebbe persino irrispettoso».

Data la difficile situazione legata al Covid, non sono pochi gli atleti che hanno deciso di abbandonare il calcio dilettanti: ce n'è qualcuno anche da voi?

«No: al contrario tutta la squadra aspetta con impazienza di poter riprendere la regolare attività agonistica, ovviamente non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno. Adesso il nostro organico non si sta ritrovando al campo: ogni componente della rosa ha un programma di allenamenti individuali da seguire, elaborato con la consueta attenzione da mister Viani».

Il mercato si concluderà quest’anno solo a febbraio: in questi due mesi e mezzo il Boca Barco resterà fuori da ogni trattativa?

«Mai dire mai: noi non manderemo via nessuno, ma se scorgeremo qualche buona occasione in entrata faremo senz’altro tutte le valutazioni del caso».

Più in generale, quale futuro intravede per questa stagione 2020/21?

«La prospettiva di giocare solo l’andata non mi entusiasma: confido quindi che i campionati possano ripartire a febbraio, in modo da poter terminare l’intero programma gare entro giugno. Ad ogni modo, la mia prima speranza sta nel non dover fare i conti con soluzioni raffazzonate. La ripresa va prevista solo se ci sarà la possibilità di finire la stagione, senza ulteriori interruzioni: altrimenti meglio cancellare tutto, e ripartire ad agosto con la nuova annata».

Cosa ne pensa del nuovo decreto sport emesso dal Governo?

«L’abolizione del vincolo sportivo è un errore, perché penalizza le società che investono davvero sui giovani: è vero che si sta studiando un nuovo premio di formazione rivolto ai club, ma la reale consistenza di questo riconoscimento economico resta tutta da stabilire. Inoltre, immagino che i nuovi adempimenti tributari saranno una mazzata per tutte le realtà del calcio dilettantistico: in particolare, l’obbligo di versare i contributi previdenziali a giocatori, tecnici e collaboratori creerà più di qualche problema».

Un’altra questione dibattuta riguarda l’obbligo di schierare una quota di giovani in Eccellenza, Promozione e Prima: lei vorrebbero rimuovere tale norma?

«Certo che sì, anche perché spesso le cifre lievitano per ragazzi che devono ancora dimostrare il loro valore. Il posto da titolare deve essere guadagnato con merito». —

N. R.

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