Ambizioni, budget e modulo di gioco Reggiana e Monza sono agli antipodi
La partita di domani pomeriggio al “Città del Tricolore “ mette di fronte due neopromosse assai diverse tra loro
/ REGGIO EMILIA
Una sfida tra due neopromosse che hanno però obiettivi e budget ben diversi per il campionato in corso.
Quella tra Monza e Reggiana è la classica partita tra una formazione che ambisce a fare il doppio salto nella massima serie del calcio italiano dopo essere passata dalla Serie C alla Serie B al termine della scorsa stagione e, con un budget pressoché illimitato grazie al patron Silvio Berlusconi che ha voglia di portare il Monza ancora più in alto. Dall’altra parte la Reggiana ha dato grande fiducia al gruppo che nella passata stagione ha conquistato la promozione dopo 21 anni di attesa e, ha molti giocatori che per la prima volta in carriera si stanno scontrando con la Serie B.
NOMI DA SERIE A
Qualità dei singoli contro spirito di gruppo, potrebbe anche essere questa un’altra chiave di lettura della partita, perché il Monza di Christian Brocchi ha in rosa elementi che con una singola giocata possono fare la differenza, uno su tutti Kevin Prince Boateng che ha deciso di scendere in Serie B per ritrovare Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, che lo avevano lanciato nell’ultimo Milan campione d’Italia nella stagione 2010/11.
Impressiona solo il fatto che da gennaio a giugno 2019 Boateng, che ora vuole ritornare in Serie A con il Monza, giocasse a Barcellona, al fianco di un extraterrestre di nome Lionell Messi. Oltre a Boateng però il Monza può contare su elementi di qualità ed esperienza, con Gabriel Paletta a guidare la retroguardia, Marco Fossati a dettare i tempi di gioco e Dany Mota in attacco, elemento che è stato riscattato in estate dalla Juventus.
POLVERI BAGNATE
I numeri ad oggi parlano di due squadre che fanno fatica a trovare la via della rete, visto che entrambe hanno segnato 9 gol anche se il Monza è riuscito ad avere reti da più giocatori visto che solo i tre giocatori offensivi Boateng, Mota e Maric hanno realizzato 2 gol a testa, mentre in casa Reggiana finora ci si è affidati soprattutto alla vena realizzativa di Simone Mazzocchi, arrivato a quota 4 gol sui 9 totali, mentre tutti gli altri attaccanti sono ancora a quota 0.
La grande differenza al momento la fa la difesa, visto che il Monza in 9 gare ha subito solamente 6 reti, mentre la Reggiana in 8 gare ne ha subite ben 17, numero su cui pesano le 7 subite in una sola gara a Lecce e che portano i granata ad essere la terza peggior difesa della Serie B dopo il Pisa e il fanalino di coda Pescara.
MODULI DIVERSI
Quella tra Reggiana e Monza sarà anche una sfida tra due stili di gioco completamente diversi, perché i brianzoli come piace al patron Berlusconi utilizzano il 4-3-1-2, contro il 3-4-1-2 granata. I giocatori di mister Alvini fin dagli attaccanti dovranno avere grande spirito di sacrificio e coprire le giuste linee di passaggio per evitare delle facili giocate verso il centro del campo dove la squadra di mister Brocchi sarà spesso in superiorità numerica. Sarà determinante vincere gli uno contro uno che i granata hanno sempre dimostrato di accettare fin dalla scorsa stagione e verticalizzare velocemente l’azione per provare a far male a un Monza che porta sempre tanti uomini in fase offensiva. Le geometrie di Rossi e Radrezza saranno fondamentali e, soprattutto il numero 21 granata ha le qualità per far “saltare il banco” nella metà campo del Monza, facendo magari anche strabuzzare gli occhi ad Adriano Galliani e Silvio Berlusconi, due grandi estimatori dei trequartisti. —
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