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«L’enduro sviluppa qualità molto importanti per un ingegnere»

aldo spadoni
«L’enduro sviluppa qualità molto importanti per un ingegnere»

Il 26enne Nicolò Alberi è uno dei talenti del Moto Club Regnano «Passando ore in sella si affina la disciplina e ci si abitua alla fatica» 

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l’intervista

aldo spadoni

Il 26enne montecavolese Nicolò Alberi è una delle grandi promesse del fuoristrada reggiano, gareggia nel Moto Club Regnano e nella vita di tutti i giorni è ingegnere informatico e lavora alla Tetra Pak di Modena.

Come si è avvicinato al fuoristrada?

«Mi sono avvicinato al mondo del fuoristrada a 14 anni nella classe 50 cc, grazie alla forte passione che mi ha trasmesso mio padre. All’età di 19 anni, sono poi passato al più potente 125 cc, da questo momento ho iniziato a partecipare alle prime competizioni locali di enduro».

Quando e perché ha scelto il Moto Club Regnano?

«Ho scelto di correre per il Motoclub Regnano nel 2018. Arrivavo da un periodo di stop e da esterno mi sembrava un gruppo di amici ben affiatato; fin dal primo momento ho apprezzato il sentimento di amicizia che ci lega e che è alla base del nostro team, prima ancora dei risultati sportivi».

Pratica altri sport?

«Oltre alla moto, ho una grande passione per la montagna e gli sport in genere tra cui lo sci che mi piace condividere con gli amici nei mesi invernali di pausa dalle competizioni motoristiche».

Quali risultati ha ottenuto e quali sono i suoi obiettivi futuri?

«Nella mia attività sportiva ho corso i vari campionati locali e regionali, ricordo sempre con affetto il mio primo anno di gare nel trofeo “Granducato”, in cui arrivai al secondo posto nella classifica generale della categoria Debuttanti. Arrivo da una stagione molto difficile dove ho faticato a trovare la velocità e la forma fisica necessaria ottenendo risultati al di sotto delle aspettative. il mio programma per il 2021 è di migliorare nel campionato regionale Emilia Romagna, ovviamente vestendo sempre la maglia biancorossa del Moto Club Regnano».

Quali sacrifici fa per allenarsi?

«Gareggiare nell'enduro mi ha sempre trasmesso sensazioni uniche e difficili da descrivere; in quei momenti adrenalina, paura e carica agonistica si mescolano lasciandoti privo di pensieri e determinato a dare il massimo. L’enduro è una disciplina molto faticosa, si passano molte ore in sella e in condizioni spesso non ottimali, proprio per questo mi ha trasmesso qualità che cerco di usare nella vita di tutti i giorni, come la dedizione al lavoro e alla fatica, accettando così le sconfitte come unico pretesto per migliorarsi».

Chi la sostiene in questa sua passione?

«Praticare questo sport richiede anche dei sacrifici in termini di tempo ed economici, non solo a me ma anche alle persone che mi supportano e proprio per questo motivo ci tenevo a ringraziare tutte le persone e gli sponsor che ci aiutano in particolare il presidente Luca Vezzosi e il vice Gianluca Ferri che sono sempre in prima linea. Sono fantastici nel supportare tutti i piloti al meglio senza distinzioni di età capacità e di velocità; un pensiero va anche a mio padre, che ringrazio per avermi trasmesso questa magnifica passione facendo molti sacrifici per vivere con me questi momenti che ritengo unici». —



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