È il tiro da tre punti a decidere il destino della Unahotels
Desolanti percentuali offensive dietro il ko con Cremona La difesa dei biancorossi resta fra le più efficaci della Lega
reggio emilia
Girano attorno alle prestazioni offensive le gioie e i dolori della Unahotels.
In queste prime otto gare, i biancorossi sono riusciti a garantire sempre un più che dignitoso impatto difensivo, con la parziale eccezione delle due gare perse dopo i contagi, segnati da un calo di energie dovuto anche alla pausa forzata.
I 78.1 punti subiti sono uno dei dati migliori della serie A, solo quattro squadre fanno meglio e in due casi (Trieste e Venezia) la differenza è nell’ordine dei decimi di punto e i biancorossi non hanno mai subito più di 87 punti, peraltro all’esordio e contro una Milano decisamente fuori categoria.
Ben diverso è la questione del rendimento offensivo.
Nelle sue quattro vittorie, la Unahotels ha segnato 86.3 punti con il 52.4% nel tiro da due e il 40.6% nel tiro da tre.
Nelle quattro sconfitte il calo è drastico, si passa a 66.5 punti con il 43.1% da due e il 26.4% da tre. Una differenza di 19.8 punti realizzati, un calo del 9.3% da due e del 14.2% da tre. Una forbice davvero molto larga, che conferma come sia proprio la capacità o meno di mettere cesti a referto a fare la differenza.
La disfatta con Cremona è esemplare, i biancorossi hanno chiuso con cifre desolanti, 16/49 (32.7%) da due e 3/29 (10.3%) da dietro l’arco. Come va di moda dire ultimamente, nel basket moderno non si può vincere con queste percentuali da tre. Il discorso non è sempre valido, ma è senza dubbio pertinente per la Unahotels.
Una serata da 3/29 è un’eccezione negativa difficile da replicare anche impegnandosi, ma anche tirando con il 30% o giù di lì da tre punti i patimenti sono elevati. I numeri dei due riferimenti offensivi lo ribadiscono.
Nelle vittorie Josh Bostic segna 16.3 punti con il 53.8% da tre punti, nelle sconfitte si scende a 11.5 e 29.6%.
Brandon Taylor garantisce 16 punti e il 54.2% da tre nei successi e cala a 12.8 e 33.3% nei tonfi.
Reggio non ha veri riferimenti da lasciar giocare in isolamento spalle a canestro, Elegar e Johnson rendono al massimo quando vengono innescati in movimento. Fra gli esterni, gli unici veri “assaltatori” sono Kyzlink e Candi, che comunque danno il meglio in contropiede. Se il tiro da fuori non funziona non si creano spazi in area.
Quando i biancorossi sono riusciti ad aprire la scatola, sono poi stati bravissimi a sfruttare ogni pertugio, ma quando le rivali si arroccano e le bombe non entrano le alternative scarseggiano. —
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