Nel campionato più folle di sempre la Unahotels va in cerca di stabilità
Effetti del Covid, palasport deserti, crisi economiche rendono sempre più duro per i team trovare un equilibrio
reggio emilia
Coach “sacri” bruciati e richiamati, altri finiti nella polvere, campi inviolabili bucati a ripetizione, risultati a sorpresa l’uno dopo l’altro, le immancabili incertezze economiche.
A parte i problemi finanziari, una costante pluridecennale, questo campionato di serie A sta offrendo una notevole quantità di incertezze e di pronostici ribaltati rispetto al passato.
E di colpi di scena: fra lunedì e martedì Sasha Djordjevic è stato esonerato e reintegrato dalla Virtus fresca di ingaggio dell’ex Nba Marco Belinelli, in una vicenda a metà fra il surreale e l’intrigo spionistico.
In generale, l’emergenza sanitaria incide e non poco, in vari modi.
Le partite a porte chiuse hanno privato le squadre del preziosissimo sostegno garantito dal pubblico, e non è un caso che fra le formazioni in sofferenza vi siano le due bolognesi, Virtus e Fortitudo, e Brescia. Formazioni ambiziose con problemi di equilibrio interno, certo, ma pure abituate ad avere diverse migliaia di sostenitori alle proprie spalle. Rendere in palazzetti enormi e suggestivi come quelli di Bologna, quando c’è solo silenzio, non deve essere semplice.
Tutte e tre le società hanno provveduto al cambio della guida tecnica, anche se poi la Virtus è tornata sui suoi passi per motivi ancora lontani dall’essere decifrati.
La Fortitudo ultima con una vittoria e nove sconfitte ha salutato il ct azzurro Meo Sacchetti e ingaggiato Luca Dalmonte, ex biancorosso, Brescia ha lasciato a casa lo scafato Enzino Esposito per affidarsi all’ex guida biancorossa Maurizio Buscaglia, con cui ha battuto proprio la Fortitudo sabato scorso, in quella che nessuno pochi mesi fa avrebbe battezzato come sfida salvezza.
La Fortitudo è annunciata come molto attiva sul mercato, anche se le spese nei mesi scorsi sono state alte e l’assenza di incassi incide profondamente nel bilancio.
In casa Virtus invece si rimane nel mistero, lunedì Markovic aveva usato sui social parole aspre contro la cacciata del connazionale Djordjevic e pure Teodosic era dato come irrequieto, difficile immaginare che l’uscita sia passata inosservata. D’altro canto, il coach non vorrà rinunciare ad uno dei suoi elementi di assoluta fiducia.
In generale, il fattore campo non sta incidendo come in passato, le formazioni ospite senza particolari pressioni ambientali appaio spesso più leggere e rendono meglio. La Virtus Bologna, imbattuta in trasferta e ferma a una vittoria su cinque alle Fiere, ne è l’esempio principale.
Sulle sedici squadre della serie A, sono solo quattro quelle con un record casalingo positivo: alle brillantissime Milano e Brindisi, che vantano cinque successi e zero sconfitte sul proprio campo, si uniscono Pesaro e Treviso, con tre sorrisi casalinghi ciascuna a fronte di un numero minore di ko.
Cremona, Cantù e Trento fanno pari, le altre nove – inclusa la Unahotels ferma a due vittorie e tre sconfitte - hanno un saldo negativo. Uno scenario impossibile da immaginare negli scorsi anni, quando soprattutto le realtà più piccole contavano enormemente sul fattore campo per cementare la propria classifica.
La pandemia ha inciso non poco anche sull’equilibrio competitivo, come a Reggio sanno bene pensando al match di Pesaro, affrontato dopo tre settimane di pausa forzata. E lo stesso collasso con Cremona, a pochi giorni dallo sforzo vincente con Treviso, affonda le sue radici nell’assenza di energia e nella necessità di riprendere la preparazione quasi da zero.
Quando i contagi non hanno bloccato le gare, hanno comunque tolto elementi preziosi. Lo sa bene Venezia, costretta da settimane a giocare con soli sette, otto titolari, e non a caso reduce da un periodo negativo. Difficile pensare che la Reyer avrebbe perso tutti questi match, avendo la rosa al completo.
A chiudere, l’ennesima crisi della Virtus Roma, che entro poche ore dovrà saldare un debito da quasi 40mila euro.
In caso di mancato versamento, la società verrà esclusa dal campionato. Ma il tema è più ampio rispetto all’eventuale salvataggio dell’ultimo minuto, e la questione rischia di riproporsi nelle prossime settimane. Senza contare che lo sciopero degli stranieri ha costretto i romani a schierare i soli italiani in alcune occasioni. Vittorie facili per le rivali, che nessuno “ripagherà”. —
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