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«Per vincere la Unahotels deve dare il 101% giocando con lo spirito di chi è sfavorito»

Linda pigozzi
«Per vincere la Unahotels deve dare il 101% giocando con lo spirito di chi è sfavorito»

Il vicepresidente biancorosso Enrico San Pietro: «Il Covid ci ha colpiti pesantemente ma ora abbiamo la necessità di superare quella fase» 

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l’intervista

Linda pigozzi

Neppure le sofferenze delle ultime settimane sono riuscite a far diventare negativo il bilancio della prima esperienza nel gruppo societario biancorosso per Enrico San Pietro.

«A esclusione della partita di domenica sono stati mesi difficili, ma di grande soddisfazione - conferma il vicepresidente - la squadra è cresciuta secondo le linee che avevamo tracciato all’inizio della stagione e ha fatto quello che ci aspettavamo e anche più. La situazione è però particolarmente complessa sia dal punto di vista tecnico, perché il Covid che ha colpito così pesantemente la nostra squadra ha influito sull’aspetto sportivo, sia a livello gestionale, visto che si gioca ancora a porte chiuse».

Avevate previsto questa eventualità?

«A inizio stagione avevamo ragionato su diverse ipotesi e naturalmente c’era anche quella di dover giocare una parte della stagione a porte chiuse. Nessuno s’aspettava però che potesse verificarsi uno degli scenari peggiori».

A livello economico quanto sta influendo?

«Facciamo parte di un mondo che parla per bocca del presidente di Lega Umberto Gandini, che non si stanca di sottolineare la necessità di interventi tanto di sostegno economico, come i ristori richiesti per tutte le spese sanitarie, quanto a livello finanziario. I finanziamenti ci permetterebbero di proseguire l’attività con maggiore serenità. È un momento difficile per moltissimi club e noi non facciamo eccezione. Stiamo particolarmente attenti alla nostra gestione, cercando di lavorare sui nostri conti con la massima attenzione e sosteniamo lo sforzo della Lega per garantire un futuro alla pallacanestro italiana di vertice».

Al di là dell’aspetto economico, quanto sta emotivamente pesando non avere il pubblico?

«È indubbio che la differenza si senta. Nelle prime gare, anche se i tifosi non erano tanti, la nostra squadra ne sentiva il supporto. Giocare a porte chiuse è uno svantaggio, ma a onor del vero, lo è per tutti: quello che si perde in casa, probabilmente lo si recupera in trasferta».

Cambiamenti all’orizzonte? All’uscita di Blums seguirà un inserimento?

«Janis Blums è stato molto importante per la costruzione dell’identità della squadra e lo ringraziamo per il lavoro che ha svolto. Non abbiamo altri movimenti in mente. Non vogliamo andare a toccare degli equilibri che, a parte domenica, hanno funzionato molto bene».

Cosa è successo contro Cremona?

«Tutti noi siamo rimasti sorpresi dalla prestazione del team. In primis penso sia mancata la brillantezza fisica. Non facendo le coppe questa squadra è abituata ad avere più tempo per recuperare e domenica giocava dopo tre giorni dalla partita con Treviso».

Il Covid non ha risparmiato giocatori e staff. Quanto ne avvertite l’impatto?

«Il Covid è stato molto serio. Abbiamo la necessità di superare questa fase, nonostante la forma non sia ancora al 100%. La squadra ha giocato quattordici partite ufficiali fra Supercoppa e Campionato. Nonostante la percentuale del 50% di sconfitte, in tredici di queste gare il team ha fatto vedere le sue caratteristiche migliori: intensità difensiva, collaborazione in attacco, la voglia di non mollare mai. L’ultima partita ha mostrato una situazione diversa. Nessuno della dirigenza e dello staff è uscito soddisfatto. La forza di quello che abbiamo dimostrato nelle prime tredici partite sappiamo di averla e ora lavoriamo per ritrovarla sin dalla prossima partita di Varese».

Quanta voglia c’è di riscattare quella pessima prestazione già a Varese?

«Tanta. Per poter vincere dobbiamo andare là con lo spirito che ci ha contraddistinto nelle prime tredici partite della stagione, quello della squadra che parte sfavorita e deve mettere il 101% in campo. Giocheremo contro una squadra che ha giocatori di altissimo livello, Luis Scola ma anche Toney Douglas, che dovremo essere in grado di limitare. Dovremo essere in grado di costruire da una grande difesa, una grande partita». —

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