Riccardo Martinelli «I miei progressi? È cresciuta la squadra»
Uno dei giocatori su cui Alvini ha investito maggiormente fa professione di umiltà: «Noi sappiamo il nostro valore»
/ REGGIO EMILIA
È uno dei giocatori su cui Alvini ha scommesso forse di più. Lo dimostra - tra le altre cose - il suo minutaggio in questa prima parte del campionato: Soltanto in una occasione, Riccardo Martinelli ha marcato visita e non per una sua decisione, ma solo ed esclusivamente in ragione di una scelta del mister. Scelta infelice, verrebbe da dire, dal momento che in quella occasione - con Riccardo seduto in panchina- la Reggiana ha fatto la vittima sacrificale di un Lecce assatanato. Ma questo, alla fine, risulta essere un dettaglio, come - a sentir lui - le sue stesse prestazioni, soprattutto quelle più positive non sono altro che un dettaglio. Modestia? No, qualcosa di più: ci piace pensare che quella di Martinelli sia prima di tutto maturità. Quella maturità che per prima cosa, se giochi al calcio, ti colloca in in contesto che è quello della squadra. È lì che il saggio Martinelli - anni di gavetta lontani dalle grandi ribalte e, finalmente, la B ti rimanda sempre ogni volta che cerchi di lusingarlo.
Martinelli, statistiche alla mano, lei è uno dei granata su cui Alvini fa più spesso affidamento. Solo una volta l’ha lasciata in panchina, contro il Lecce. Alla fine sarà stato contento...
«No, per niente. È stata quella una giornata storta, una giornata che vorremmo non rivivere mai. Stiamo lavorando perché non succeda più. Vissuta dalla panchina, forse è stata ancora peggio. Anche se probabilmente, mi auguro che ricorderemo quel giorno come un momento di svolta».
In effetti, da quel momento avete ripreso il cammino...
«Abbiamo fatto tesoro di quel che ci è successo, in difesa abbiamo adottato alcuni accorgimenti, soprattutto abbiamo ascoltato quello che ci ha detto mister Alvini e ci siamo rimessi in carreggiata».
Un suo ex allenatore, Favarin ha avuto per lei parole molto importanti, sottolineando una caratteristica di cui a Reggio ci stiamo accorgendo. “Nelle difficoltà Riccardo dà il meglio di sé”. È davvero così?
«Io credo che sia il gruppo e non il singolo che si ricompatta nei momenti difficili. E noi da questo punto di vista siamo una squadra che trova nel gruppo la sua forza».
Resta il fatto che la sua crescita si sia notata in queste settimane. Da cosa dipende?
«Dipende dal lavoro che si fa durante la settimana, dagli stimoli costanti che ci arrivano dal mister che sprona ognuno di noi a dare il massimo. Il processo di crescita mio come quello dei miei compagni è legato al lavoro settimanale, di cui raccogliamo i frutti quando arriva la partita».
Davvero lei non si riconosce alcun merito in questo suo momento positivo?
«Posso pensare che ad aiutare il mio processo di crescita contribuisca anche una certa continuità con cui scendo in campo, ma anche questo non dipende da me».
Ha provato a immaginare quale possa essere la collocazione della Reggiana in questo campionato?
«In pochi sanno quale sia il valore di questa squadra e dei suoi giocatori. Forse soltanto noi lo sappiamo, ma dobbiamo lavorare, seguire quelle che sono le indicazioni del nostro allenatore, fare un passo alla volta, poi i conti li faremo alla fine...». —
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