Andreoni (Fip): «Impossibile prevedere una ripartenza»
Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA
Definire la situazione dei campionati dilettanti in alto mare è un puro eufemismo.
Il quadro può essere dipinto in tre passaggi: il presidente della Fip Petrucci auspica una ripresa degli allenamenti dal 16 di gennaio ma l’inizio dei campionati in Emilia Romagna era stato rinviato al 10 gennaio e da qui a fine anno non sono previste riunioni per prendere decisioni in merito. Per altro la ripresa a metà gennaio degli allenamenti è ancora teorica, un mero auspicio.
Il consigliere regionale Sergio Andreoni conferma la totale impossibilità di programmare: «Sembra che nessuno voglia prendere decisioni. Tutti sono in attesa di non si sa bene cosa. La Fip regionale si muoverà solo dopo aver ricevuto indicazioni da Roma. Per ora non ci sono riunioni in calendario».
Ma tra meno di un mese dovrebbero iniziare i campionati. Come farete?
«Di certo è impensabile partire il 10 gennaio senza aver fatto allenamenti. Bisognerebbe tornare in palestra ora per potersi far trovare in condizione per quella data».
Quindi cosa succederà?
«Non partirà nulla e staremo a vedere se a metà gennaio sarà davvero possibile tornare ad allenarsi. Per ora è tutto campato in aria. Impossibile fare previsioni. Se si riaprissero le palestre si potrebbe far partire la C Gold a metà febbraio con due gironi da sette con una promossa e senza retrocessioni, play out e playoff per stare nel limite del 30 giugno. Sfida tra le prime dei due gruppi e stop. Al limite si farà qualche gara infrasettimanale. È un’ipotesi di cui avevamo parlato ma solo informalmente ».
E gli altri campionati?
«Forse anche la C Silver riuscirebbe, vedo molto peggio la serie D per via del maggior numero di squadre».
Diverse squadre hanno rilasciato i giocatori e in caso di ripartenza a febbraio si rischierebbe di avere situazioni falsate rispetto a settembre, non le sembra?
«È vero: diverse squadre non partirebbero con gli organici che avevano allestito mesi fa. Ci sono club che avevano fatto certi investimenti, che avevano stranieri che ora hanno lasciato tornare a giocare nei paesi di origine. Come ha detto un mio collega, tanto vale far giocare i ragazzi e fare campionati senza retrocessioni e promozioni, giusto per giustificare i soldi presi dagli sponsor. A giugno poi faremo la conta e vedremo quanti club torneranno ad iscriversi».
Se si andasse ancora per le lunghe, a livello economico per i club sarebbe meglio giocare o stare fermi fino a giugno?
«La volontà di federazione e società è di giocare se possibile. Un po’ per gli sponsor, un po’ per i giocatori. Tanto ormai gli investimenti sono stati fatti ed eravamo pronti a partire il mese scorso».
E i campionati giovanili?
«Quelli difficilmente potranno partire. Siamo amareggiati e un po’ arrabbiati per quello che sta succedendo, ma non possiamo farci nulla». —
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