Menozzi alle società «Siamo con voi e insieme cambieremo le scelte sbagliate»
Il numero 2 della Figc regionale interviene sul progetto di riforma del mondo sportivo messo a punto dal governo
L’INTERVISTA
NICOLò VALLI
È una partita a scacchi quella tra società e governo per quanto concerne la riforma dello sport, e l’esito finale non è destinato ad arrivare in tempi brevi. Ogni parte in causa sta infatti muovendo la propria pedina, e tra queste c’è anche quella del Crer, il comitato Figc dell’Emilia Romagna di cui Celso Menozzi è vicepresidente. Menozzi. «L’Italia non può permettersi di perdere quelle che sono vere e proprie agenzie educative», è il suo pensiero tanto netto quanto veritiero.
Menozzi, qual è la vostra posizione in merito alla riforma?
«Siamo contrari, perché è un testo che espone delle criticità tra l’abolizione del vincolo sportivo che modificherebbe sostanzialmente la natura dei club, la scheda sanitaria del calciatore gestita dai dirigenti e poi la gestione separata Inps. A tal proposito devo però fare una precisazione che forse è sfuggita ai più: nell’articolo 29 di tale decreto si fa riferimento ai rimborsi spese che potrebbero continuare ad essere fonte di pagamento sino ai 10.000 euro per prestazioni sportive amatoriali. Questo significa che la stragrande maggioranza delle società non sarà tenuta a mettere sotto contratto i propri collaboratori».
Dunque tanto rumore per nulla?
«Per amatori non si intendono gli atleti che partecipano a campionati degli enti di promozione, ma anche quelli in Eccellenza. Questo consentirebbe ai team di respirare a livello economico, ma comunque i problemi restano e ci stiamo muovendo come si deve per provare a cambiare le cose».
Forse è un po' tardi, penseranno i detrattori. In ogni caso quali sono le vostre linee guida?
«Per diventare legge questa bozza deve comunque prima passare dall’approvazione della Conferenza Stato-Regioni e dalla 7° Commissione, della quale fa parte alla Camera anche il parlamentare Andrea Rossi. Abbiamo già avuto un confronto con lui, e siamo in contatto con la Regione, capo di gabinetto Manghi ed il presidente Bonaccini: sono persone appassionate di sport, speriamo possano aiutarci».
Nel frattempo procedono i colloqui con le società?
«Certamente; Proprio stasera avremo un incontro con tutti i club di Reggio Emilia: cercheremo di analizzare un altro tema di stretta attualità, quello della visita medica qualora si verificassero dei casi di positività».
E qui ci spostiamo su un altro tema molto delicato: il protocollo per la ripartenza dei campionati regionali. A che punto siamo?
«Di certo non è sostenibile quello emanato per i campionati nazionali, con tamponi rapidi prima delle partite. Mi auguro che da Roma venga scritto un unico provvedimento, serio e adeguato, magari anche diverso per categorie, che ci consenta di portare a termine i tornei una volta che ripartiranno».
La domanda che vorrebbero farle tutti, in questo momento, è principalmente una: quando si ritorna a giocare?
«Spero vivamente che il prossimo DPCM autorizzi la ripresa degli allenamenti con partite ed utilizzo degli spogliatoi a partire dal prossimo 16 gennaio, e se saremo bravi per le festività ce la possiamo fare. Noi abbiamo delineato 3-4 ipotesi: la più ottimistica è quella di riprendere a fine gennaio o ai primi di febbraio, quella più pessimistica a fine febbraio con l’inevitabile introduzione di turni infrasettimanali che vorremmo però ridurre al minimo. In ogni caso l’imperativo che ci siamo dati è: portare a termine i campionati, a costo di arrivare sino alla fine di giugno». —
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