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L’ANTICIPO 

Festeggiano soltanto papà e mamma: Inzaghi, pari fraterno

Festeggiano soltanto papà e mamma: Inzaghi, pari fraterno

Immobile illude Simone, Schiattarella fa felice Pippo Un punto che serve solo al Benevento, Lazio in regresso

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BENEVENTO. Quando il più grande, Filippo, veniva chiamato nei tornei estivi del piacentino puntava i piedi: o viene anche Simone, diceva, o non se ne fa niente. Affetto, complicità, quasi simbiosi, attorno alla tavola di mamma Marina: al lunedì si parla di calcio, si giocatori, ci si sfotte e ci si confronta. Non questa settimana, ovviamente: i fratelli Inzaghi si sono sentiti, come fanno tutti i giorni, altrimenti Pippo e Simone non possono spengere la luce sul comodino. Ma di calcio, stavolta, niente: doveva arrivare il momento di questa sfida, Benevento-Lazio, sfida fratricida: nessun vantaggio al “nemico”, anche se l’uno da tutto dell’altro, degli schemi, dell’atteggiamento, dei trucchetti.

Simone più scatenato, Pippo più serafico, anche se - come da giocatore - freddo come un cobra ma con la cenere della passione che arde sotto sotto. Gli Inzaghis si sono già visti, parlati, abbracciati prima della partita, ma vuoi mettere il crepitare dei click dei fotografi: si avvinghiano come fanno a casa a Piacenza, non c’è nulla di costruito, solo amore. Gli stessi giocatori, schierati al centro del campo, sono catturati dal qiadretto familiare. E d’altra parte, è la loro notte, con Giancarlo a Marina a guardarli dal salotto di Piacenza, gli occhi umidi e la speranza, neppure troppo inconfessata, di un pareggio che metta tutti d’accordo. E il pareggio, alla fine, arriva davvero. Simone scontento, Pippo un po’ meno, i genitori brindano. Un punto che certifica la crescita del Benevento, molto lontano dalla zona calda, e che sottolinea gli imbarazzi in campionato della Lazio, sempre più distante dalle zone che contano. Un’involuzione forse figlia del doppio impegno, che una rosa come quella biancoceleste forse non può ancora reggere.

Immobile, però, ha una fame atavica di gol. E al 25’ trova un colpo sensazionale, una puntata di anticipo si un cross che sembrava destinato al nulla. Montipò, che non se la aspettava, vede planare la palla in rete, e Pippo deve rincorrere il fratellino. La Lazio, certo, ha maggiore cifra tecnica e potrebbe anche prendere il largo (palo di Luis Alberto), ma guai a sottovalutare il clamoroso cuore del Benevento. Che no rinuncia mai: prima Lapadula spreca un contropiede, poi al tramonto del primo tempo il jolly lo pesca Schiattarella con un destro al volo sul palo lontano: i genitori Inzaghi respirano.

Pippo e Simone non cambiano spartito nella ripresa: Lazio che tiene il pallino, cercando molto gli esterni, Benevento che riparte e per un paio di volte rischia di far male. E’ Milinkovic Savic ad avere sulla testa, all’82’ quella che sarebbe la palla del match ma la torsione del serbo non trova il bersaglio grosso, poi ci prova Pereira ma il suo destro sibila di poco alto. Simone ci prova con il suo asso pigliatutto, Caicedo, e co n la freschezza di Pereira ma il Benevento regge senza particolari sofferenze. E nel salotto di Piacenza mamma Marina e papà Gian carlo possono brindare: nessuno ha perso, il prossimo sarà un pranzo (abbastanza) sereno. —

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