Mordacci compie 23 anni «I Diavoli torneranno»
REGGIO EMILIA. «Un regalo? Mi basterebbe ritrovare continuità nel giocare ogni settimana». Per capire quanto Alessandro Mordacci tenga più alle vittorie di squadra che non ai riconoscimenti personali basta vedere la sua faccia sabato al termine del match perso dal Valorugby conto il Calvisano al momento di ricevere il boccale di birra del Player of the Match. «Ero arrabbiatissimo per la sconfitta. Io sono fatto così, per me la squadra viene prima di tutto, anche di un premio importante come il Player of the match».
Oggi Alessandro Mordacci compie 23 anni (è nato il 16 dicembre 1997): è il più giovane capitano di tutto il Top10, ed è alla sua seconda stagione con la fascia al braccio. «Il mio obiettivo è quello di crescere su entrambi i fronti, quello rugbistico e quello universitario – spiega il capitano bianco-granata – Continuo a lavorare ogni giorno per questo, poi lascio le valutazioni sulla mia rendita a chi di dovere, allenatori e professori».
Alla partita contro il Calvisano ci pensi ancora?
«No, basta. La rabbia è sbollita e abbiamo voltato la pagina. Lunedì con lo staff abbiamo riguardato i video e analizzato le imprecisioni e gli errori che abbiamo pagato caro. Purtroppo ci manca un po’ di continuità, venivamo da un mese senza partite. Ma ora non possiamo più sbagliare, gli alibi sono finiti, sabato andiamo a Roma per fare una grande partita».
A differenza dei tuoi compagni tu, nella lunga sosta forzata, hai avuto l’onore di disputare come permit delle Zebre un match di Pro14 contro il Munster, uno dei club più prestigiosi d’Europa.
«Giocare in Irlanda è sempre piacere, quello poi è uno stadio magico anche senza pubblico. Purtroppo abbiamo perso e anche in modo netto, sono dell’idea che quando incassi 50 punti ci sia poco da essere contenti, anche se a detta di tutti ho disputato un buon match».
Un desiderio per il regalo del 23esimo compleanno?
«Sappiamo tutti qual è il nostro obiettivo, ma non lo voglio dire perché adesso davvero l’unica cosa che chiedo è riprendere a giocare con continuità. Mi basta questo, ci basta questo per dimostrare che siamo dei veri Diavoli». —
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