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il governo della federcalcio regionale 

Figc dell’Emilia Romagna una corsa a tre deciderà il prossimo presidente

Massimo Sesena REGGIO EMILIA.
Figc dell’Emilia Romagna una corsa a tre deciderà il prossimo presidente

Paolo Braiati cerca la riconferma ma deve fare i conti col delegato reggiano Manfredi e il legale parmense Alberici

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Massimo Sesena

REGGIO EMILIA. Se fosse il tiolo di un film potrebbe essere una poltrona...per tre. Tre sono infatti i candidati alla poltrona di presidente del comitato regionale della Federcalcio.

Ammesso e non concesso che si possa parlare di poltrona, in un momento in cui tutti i campionati regionali sono fermi a causa della pandemia.

In corsa per la presidenza regionale, oltre al numero uno uscente Paolo Braiati, ci sono il delegato provinciale della Figc reggiana Emore Manfredi e il dirigente del Fraore, società parmense, Simone Alberici. Tutti e tre sono già entrati in campagna elettorale. Partendo dalla condizione preliminare, quella della raccolta delle firme a sostegno della candidatura. Nessuno dei tre candidati dovrebbe avere problemi a trovare le firme necessarie - 150 - per iniziare ufficialmente la corsa alla presidenza.

Emergenza Covid a parte non mancano gli elementi di dibattito in questa campagna elettorale. E in particolare un ruolo fondamentale, nelle ultime settimane l’hanno avute le novità - quasi per niente gradite - legate al progetto di riforma dello sport che il governo sembra determinato a varare. L’impressione è che su questo tema, vero nervo scoperto delle società (per le novità legate alla fine del vincolo sportivo e alla iscrizione all’Inps per i tesserati). Così mentre il presidente uscente Braiati veste i panni - invero non comodissimi - del mediatore tra le istanze societarie, Emore Manfredi si candida a dar voce al malcontento delle società. Cosa che intende fare anche Simone Alberici, terzo candidato della contesa. Lo slogan di Alberici è chiaro: Da Piacenza a Rimini tutti uniti con un solo obiettivo: il cambiamento del sistema a partire da una battaglia per fermare la riforma dello sport «approvata - si legge nel documento di candidatura di Alberici - nel silenzio dei nostri rappresentanti dei dilettanti» .

Sistemati i due avversari, Alberici elenca poi il suo programma: Le società devono tornare al centro del movimento dilettantistico e portare la loro voce in tutte le sedi ». In che modo? Attraverso «la creazione di consulte periodiche in cui le società possano essere ascoltate».

Ancora: secondo Alberici il nuovo Comitato regionale dovrà svolgere sempre più il ruolo di «centro servizi in supporto alle società sportive che finora invece sono state lasciate completamente da sole nella propria gestione». Allo stesso modo, secondo Alberici il nuovo comitato regionale dovrà fornire «assistenza alle società nella gestione degli impianti sportivi soprattutto alle relazioni con le istituzioni locali» . Per chiudere con una promessa di maggior «attenzione e sviluppo del calcio femminile agonistico e giovanile ad oggi completamente abbandonato». —

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