Le bestemmie di Pozzecco in diretta europea Il coach: «Ho sbagliato, non succederà più»
L’allenatore della Dinamo Sassari esplode nel palasport vuoto durante la partita e le telecamere riprendono tutto
Linda Pigozzi
Forte e chiara. La serie di bestemmie proferita da Gianmarco Pozzecco, ex colonna azzurra del basket e attuale allenatore della Dinamo Sassari, è risuonata forte e chiara nel pala Serradimigni di Sassari completamente deserto durante il match di Champions League di basket di mercoledì contro i danesi del Bakken. Il tutto davanti ai microfoni di Eurosport che hanno trasmesso la gara in diretta in tutta Europa.
A poco è servita la mossa della regia di silenziare l’audio dopo aver colto le prime bestemmie, perché le telecamere hanno indugiato ancora sull’allenatore, il cui labiale ha lasciato pochi dubbi sul fatto che stesse continuando nel turpiloquio. Il fattaccio è accaduto al 7’ del secondo quarto, durante il time-out chiamato dallo stesso allenatore per cercare di fermare il buon momento del team ospite, non propriamente uno squadrone ma che pure stava dando lezione di pallacanestro ai più quotati sardi.
Ignorando completamente i microfoni, Pozzecco ha iniziato a bestemmiare.
Una, due, tre, quattro, cinque bestemmie di fila, accompagnate pure dal lancio della lavagnetta utilizzata per disegnare gli schemi. Forse a causa della barriera linguistica gli arbitri internazionali non hanno preso provvedimenti, ma ieri la procura federale ha aperto un’indagine sul comportamento del coach della Dinamo che ora, da regolamento Fip, rischia una squalifica.
Solo ieri, nel presentare il big match di serie A che si giocherà domani in casa dell’Olimpia Milano, il Poz è tornato sull’episodio, cospargendosi il capo di cenere.
«Ci sono cose che detestavo del Gianmarco giocatore e che detesto del Gianmarco allenatore – ha ammesso – con il club abbiamo iniziato un percorso di crescita che ha dato buoni risultati. Ogni tanto commetto degli errori, ne ho commesso uno e sono dispiaciuto per le persone che mi stanno intorno, per il club, per Stefano (Sardara, presidente della Dinamo, ndr). Non succederà più».
Non è la prima volta che Pozzecco esplode e in carriera ha più volte fatto uscire tutto il repertorio di emozioni: dalla camicia strappata per la gioia sotto la curva per festeggiare la vittoria della Dinamo in Fiba Europe Cup il primo maggio 2019, fino a liti, urla e... bestemmie. In stagione c’è pure un precedente importante. Il 18 settembre scorso, l’allenatore era stato espulso nel terzo periodo di gioco della semifinale di Supercoppa in un momento caldo, quando la Dinamo, sotto di un punto e con 14 minuti ancora da giocare, stava provando a portare a casa il match con la Virtus Bologna che valeva la qualificazione alla finale del torneo. A far scatenare l’ira di quello che venne poi battezzato il “Pozzecco Furioso” fu il fallo in attacco fischiato al centro croato Bilan che di fatto tolse un canestro al Banco di Sardegna. Il fallo tecnico che seguì allo sfogo del coach gli costò l’espulsione visto che già nel primo tempo s’era visto fischiare un altro tecnico, sempre per proteste.
Allora non fu chiaro decifrare il turpiloquio dal labiale, sebbene decine di tifosi sui social si dilettarono nelle ore seguenti la partita nel tentativo di traduzione.
Nessun dubbio, invece, su quanto accaduto nel time out contro il Bakken. E ancora sui social i tifosi si sono scatenati. E ancora una volta Pozzecco ha saputo dividere l’opinione dei fans dello sport della palla a spicchi fra chi chiedeva al presidente Sardara un provvedimento forte o chi sosteneva che, tutto sommato, turpiloquio e bestemmie non sono poi così desueti nelle palestre. Fino all’estrema sintesi: «Questo è il Poz, amabile o detestabile a seconda del momento. Ma teniamocelo così perché è fra i pochi veri personaggi della pallacanestro in Italia». Nel bene e nel male.
—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
