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Reggiana sterile, Brescia cinico Al Rigamonti secondo ko di fila

Paolo Belotti
Reggiana sterile, Brescia cinico Al Rigamonti secondo ko di fila

Non basta il pari capolavoro di Radrezza: le Rondinelle colpiscono grazie a un episodio fortunoso e una ripartenza

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Paolo Belotti

BRESCIA. Che sarebbe stato un trittico pre-natalizio dal coefficiente di difficoltà veramente elevato lo si sapeva. E il campo finora l’ha confermato, con la Reggiana che al Rigamonti ha incassato la seconda sconfitta consecutiva, dopo quella casalinga col Frosinone nel turno infrasettimanale.

Un simile fil rouge ha accomunato le due partite, contro due fra le migliori compagini della serie cadetta. Perché se anche l’avvio non è stato quello che ci si aspettava, il Brescia resta – per nomi – una big della Serie B ed ora è rivitalizzata dalla cura Davide Dionigi.

L’allenatore reggiano, proprio contro la squadra della sua città, ottiene la seconda vittoria con sette punti in tre partite: numeri che riportano su le Rondinelle e costringono la Regia a rimandare quel benedetto salto di qualità.

La prestazione dei biancorossi ancora una volta c’è stata, questa per Massimiliano Alvini resta la notizia più importante, con la Reggiana che è rimasta incollata alla partita almeno fino al 75’. Poi la rete di Ragusa ha spento qualsiasi entusiasmo e voglia di rimonta, che in realtà per tutto il secondo tempo non è che abbia poi prodotto così tanto.

Infatti, il gol nel recupero della prima frazione per mano di Jagiello ha tagliato le gambe agli emiliani, avendo un peso specifico di una certa rilevanza nell’economia della partita. Forse anche più dell’avvio, che ha premiato il gran lavoro tattico preparato da Dionigi in questi pochi giorni.

Perché, un po’ per le assenze, un po’ per rispetto e timore reverenziale nei confronti dell’avversario, il Brescia cambia e passa al 3-5-2. Marcatura quasi a uomo sui centrocampisti centrali della Reggiana, costretta ad impostare con i difensori.

Il piano partita dei giocatori di casa è chiaro: recupero palla e gestione veloce del possesso. Così nasce l’azione che porta all’1-0, per un fallo commesso sulla sinistra: la punizione di Jagiello è precisa, Torregrossa salta in mezzo a quattro della Reggiana e stacca quasi indisturbato dopo nemmeno 8’. Non il massimo per gli ospiti che si ritrovano sotto di un gol in avvio e con gli spazi ancor più chiusi. Basti pensare che sono Radrezza e, a turno, uno dei due attaccanti, a cercare di venire a giocare la palla. La Reggiana si fa vedere intorno al 23’ in area biancoblù con una conclusione di Rossi murata, prima che l’ex di turno esca dal campo per un guaio muscolare (al suo posto Varone, risparmiato dal 1’ perché diffidato). Il Brescia si fa male da solo in occasione del pareggio, nato da un’invenzione di Radrezza: lanciato da Rozzio, cade in area, resiste al tentativo di pressing di Sabelli e Dessena, passa fra le loro maglie come un fantasma e con un mancino potente buca Joronen sul suo palo. Un gol che sveglia la Reggiana e innervosisce il Brescia che però nel recupero trova il gol del nuovo vantaggio in maniera fortunosa. Mazzocchi si stacca dalla barriera sulla la punizione di Jagiello, la palla tocca l’anca di Kirwan e taglia fuori Cerofolini. Sembra essere stato l’episodio decisivo della partita, perché Dionigi stringe ancor di più le maglie dei suoi nel secondo tempo, concedendo veramente poco ad una Regia che può sfruttare solo l’ampiezza e mai la giocata centrale.

Alvini si affida alla panchina per prendere più campo e l’apice della pressione lo si raggiunge con il destro di Muratore dalla distanza che sbatte sull’esterno della rete. Poco più tardi, però, in ripartenza il Brescia archivia la pratica con il gol di Ragusa, che costringe la Reggiana a guardare già oltre, alla sfida di martedì in casa dell’Empoli. —

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