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IL GIORNO DOPO 

«L’arbitro non c’entra È solo colpa nostra»

Luca Cavazzoni
«L’arbitro non c’entra È solo colpa nostra»

Gallicchio, tecnico della Bagnolese, non si nasconde dopo il pareggio contro il Ghivizzano Borgo a Mozzano

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Luca Cavazzoni

BAGNOLO. Alla sua seconda trasferta di fila in terra toscana in appena cinque giorni la Bagnolese ha conquistato un punto sul campo neutro e sintetico del Comunale di Altopascio, fermando a quattro la serie negativa di sconfitte consecutive.

Il blitz ai danni del Ghivizzano Borgoamozzano pareva fattibile, ma nell’ultimo quarto d’ora i rossoblù hanno buscato il pari su rigore e poi hanno dovuto resistere in inferiorità numerica.

Gli uomini del tecnico Claudio Gallicchio sono tornati a muovere la classifica, nel contesto di una marcia salvezza che sarà molto lunga e complicata.

«Abbiamo un obiettivo stagionale ben chiaro da raggiungere - ribadisce Gallicchio - che è quello della salvezza. Se continuo a basarmi sulle nostre prestazioni sono molto tranquillo, quindi posso assicurare che ci riusciremo. Se invece ripenso a tutti gli errori che commettiamo allora sono più preoccupato, ma è proprio su questi aspetti che insisteremo nel continuare a lavorarci sopra».

La gara col Ghivizzano Borgoamozzano pareva incanalata verso un possibile blitz, ma nell'ultimo quarto d’ora è cambiato tutto.

«È stata tutta colpa nostra, fa rabbia commettere degli errori individuali di questo tipo. Così facendo compromettiamo dei possibili risultati importanti, oltre a vanificare il duro lavoro che facciamo durante tutta la settimana. L'arbitro non centra nulla, abbiamo fatto tutto noi. Non è colpa dell'arbitro se almeno un paio di volte abbiamo fallito il raddoppio, se per sette volte abbiamo sbagliato l'ultimo passaggio per mettere l'uomo in porta, se poi facciamo un fallo da rigore e restiamo pure in dieci».

«Abbiamo fatto una grande prova fisicamente, tecnicamente e tatticamente - spiega - quando dopo quattro sconfitte di fila si pareggia fuori casa solitamente si fanno urla di gioia, invece noi negli spogliatoi eravamo tutti arrabbiati. Questa la mentalità che piace a me, sotto questo aspetto stiamo diventando il gruppo che voglio. Ci manca qualcosa anche sotto l’aspetto atletico, però in generale stiamo crescendo».

La zona calda della classifica resta però piuttosto corta.

«È inutile guardarsi dietro, oppure pensare ai risultati delle altre. Io ormai mi sono già fatto un’idea: ci saranno otto squadre a lottare per non retrocedere. Due di queste andranno giù dirette, quattro andranno ai play out e altre due si salveranno - conclude - quindi dovremo metterci sei squadre dietro». —

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